politica

Appello per un europeismo non di sinistra.

Perché in Italia, l’unico che cerca (in malo modo) di cavalcare una politica europeista è Renzi? Perché solo Renzi sembra di avere capito che una politica credibile, sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello strategico dell’antidemagogia, sia naturalmente vocata ad una visione saldamente europeista?

Ci abbiamo provato, con LiberaItalia, a formare un soggetto politico (non di sinistra) e lontano dal leaderismo renziano, per animare un’area politica di credibile e concreto europeismo, che coniughi la richiesta nazionale di maggiore credibilità, la difesa delle frontiere, la responsabilità della gestione dei flussi migratori, l’attenzione verso il mondo delle PMI e dei professionisti e la necessità di un passo avanti sul percorso di costituzione degli Stati Uniti d’Europa.

Credo che oggi in Italia, vi sia una domanda di liberalismo fuori dal centrosinistra, lontana dalle posizioni politiche espresse dai governi Renzi-Gentiloni ma ancor più lontana dalla demagogia spinta dei vari Salvini-Meloni-Grillo-Di Maio. LiberaItalia incarna l’offerta di rappresentanza che incontra quella domanda e che mi piacerebbe potesse saturare.

Spero che nella XVIII legislatura vi possa essere un nutrito drappello di autentici liberali che possano ridare dignità alla politica italiana, quella dignità che manca oggi e che, malauguratamente, potrà ancor di più mancare domani.

La prossima legislatura sarà cruciale per i destini del nostro paese, auspico una profonda presa di coscienza da parte dei cittadini e da parte dei partiti politici. Mi auguro che i primi riflettano a fondo sulla gravosità della scelta politica ed i secondi abbiano il coraggio di cambiare pelle, di mondarsi dei vecchi personaggi che hanno con il loro agire determinato l’attuale stato di crisi, di puntare a RINNOVARE l’offerta politica sia in termini di programmi e vision, che in termini di persone. Non sono giovanilista a tutti i costi, sono per la competenza e la credibilità. L’età anagrafica non è importante, conta molto di più la dignità e la natura della spinta interiore.

Il PD di Renzi non ha credibilità sufficiente per offrire riscontro a questi temi, perché troppo impastoiato in retoriche veterocomuniste.

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1 Comment

  1. Enzo Palumbo says:

    Caro Andrea, condivido l’appello, aggiungendo che LiberaItalia ha perso sconsideratamentel’occasione di queste elezioni avendo voluto inseguire un’impossibile slleanza con l’attuale PD, sul quale mi permetto di aggiungere qualche ulteriore considerazione. Il PD presenta oggi due concorrenti e però anche contrapposte tendenze: una è quella da Te indicata, la retorica vetericomunista che oggi non si presenta più in questi termini avendo assunto la veste del pauperismo e dell’internazionalismo dell’attuale scuola papista; l’altra è la retorica liberista della globalizzazione senza regole, spacciata per Liberalismo, e così cercando di scavare la terra sotto i piedi dei liberali, che ci cascano, tavolta senza rendersene conto, tal altra facendo finta di crederci in modo da ricavarne qualche utilità personale o di gruppo. Le due tendenze convivono nel PD, che le usa per accreditarsi nei confronti dei due diversi elettorati, per cui il PD si propone contemporaneamente come partito di sinistra e di destra, senza essere realmente né l’uno né l’altro. Questa cosa ha funzionato alle elezioni europee del 2014, quando i due elettorati si sono sommati portando il PD oltre il 40%, ma poi ha via via mostrato i suoi limiti, e oggi il PD viene abbandonato dx entrambi gli elettorati e per questo si assesta intorno al 20%.. La regola è quella eterna: puoi ingannare poche persone per molto tempo, molte persone per poco tempo, nessuno per sempre.

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