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	<title>covidpass Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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	<title>covidpass Archivi - Andrea Pruiti</title>
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		<title>Vaccini, liberalizzare i brevetti fa bene al mercato e alla salute</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2021/11/24/vaccini-liberalizzare-i-brevetti-fa-bene-al-mercato-e-alla-salute/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 23:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché si dovrebbero liberalizzare i brevetti dei vaccini anti-covid?<br />
Si eviterebbero concentrazioni e si spingerebbero le aziende, che hanno goduto di fondi pubblici, a investire più risorse nella ricerca di un siero “definitivo” invece di imporre quelli di “breve durata”.</p>
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<p>Si eviterebbero concentrazioni e si spingerebbero le aziende, che hanno goduto di fondi pubblici, a investire più risorse nella ricerca di un siero “definitivo” invece di imporre quelli di “breve durata”.</p>



<p>Da liberale, ho letto, senza la presunzione di averli integralmente compresi, gli scritti di Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises e sono consapevole che la concorrenza è il motore dello sviluppo umano, ciò che prima di ogni altra cosa, nel campo della tecnica, favorisce la ricerca e l’innovazione. Quindi sono estremamente consapevole del ruolo nefasto del concetto di monopolio e di quanto esso possa rallentare, se praticato, la ricerca scientifica, soprattutto in settori strategici, altamente tecnologici e superbamente importanti per la qualità della vita.</p>



<p>In quest’ottica, i monopoli privati possono essere pericolosi tanto quanto i monopoli di Stato.</p>



<p>Oggi, che l’umanità è sferzata dal SARS-CoV-2, abbiamo compreso quanto importante sia la ricerca scientifica in ambito medico, grazie alla quale sono stati sviluppati e commercializzati i vaccini che attenuano la gravità della malattia. Se nel campo della ricerca scientifica fosse esistito un monopolio di stato o non fosse stata tutelata la proprietà intellettuale sui brevetti, con assoluta probabilità non si sarebbe arrivati ad avere i vaccini anti-covid in così breve tempo.</p>



<p>Ciò premesso, la sperimentazione sul campo dei vaccini anti-covid ha dimostrato l’efficacia degradante nel tempo della copertura immunitaria che i suddetti vaccini assicurano contro il Virus.</p>



<p>Sotto un profilo strettamente economico, ciò porta ad un apparente cortocircuito: Le aziende che producono i vaccini, consapevoli di avere raggiunto una posizione di restrittissimo oligopolio nella produzione e offerta di questi farmaci, potrebbero rallentare la ricerca di nuovi e più efficaci prodotti per soddisfare la domanda di salute che il mercato sanitario mondiale reclama.</p>



<p>Vi è pertanto una condizione di oligopolio privato, ma forse si potrebbe parlare anche di monopolio globale plurisoggettivo, tra pochissimi produttori, irrigidito anche da misure protezionistiche praticate dai paesi occidentali, che lede i principi economici del libero mercato e della concorrenza.</p>



<p>Ci troviamo, pertanto, in una condizione straordinaria, in uno stato di emergenza mi verrebbe da scrivere. In questa condizione straordinaria, alla luce delle fluttuazioni costantemente al rialzo del valore di mercato delle imprese titolari dei brevetti sui vaccini anti-covid e alla luce dell’enorme fatturato già prodotto per la commercializzazione di questi farmaci, ampiamente sufficiente a remunerare i costi di investimento, il rischio di impresa e il legittimo guadagno, credo che sarebbe da riconsiderare l’opportunità che si proceda ad una liberalizzazione, su base internazionale, dei brevetti sui vaccini anti-covid già prodotti.</p>



<p>Se quanto appena detto, può apparire eccessivo, si consideri anche che Pfizer-BioNtech, Johnson &amp; Johnson, Novovax e AstraZeneca, hanno già goduto di circa 100 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici per lo sviluppo dei vaccini. Quindi non si tratta di un prodotto (il vaccino) esclusivamente privato, bensì di un farmaco sviluppato anche grazie ad un imponente finanziamento pubblico.</p>



<p>Cosa avrebbero pensato al riguardo Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises? Sarebbero stati favorevoli o contrari? Non lo sappiamo! Ma forse in questo modo si assicurerebbe non soltanto la libera concorrenza tra le industrie farmaceutiche, si eviterebbero concentrazioni di mercato preoccupanti ma si spingerebbero le stesse ad investire ancora più risorse nella ricerca scientifica, nella speranza di riuscire a trovare la strada per un vaccino “definitivo”, che non intrappoli le istituzioni pubbliche nell’imposizione di vaccini di “breve durata”.</p>



<p>Sotto altro aspetto, la liberalizzazione dei brevetti garantirebbe la possibilità ad altre imprese farmaceutiche di produrre farmaci ad un costo che sarebbe sempre più concorrenziale, a tutto beneficio del mercato ma anche dei paesi meno sviluppati economicamente, che si troverebbero così nella possibilità di approvvigionarsi.</p>



<p>Andrea Pruiti Ciarello</p>



<p>Articolo pubblicato a pagina 5 dell&#8217;edizione cartacea de Il Riformista del 24 novembre 2021. Per scaricare la versione pdf, <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/11/ilriformista-2021-11-24.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Green pass, come funziona negli altri paesi europei la certificazione verde</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2021/10/16/green-pass-come-funziona-negli-altri-paesi-europei-la-certificazione-verde/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 10:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo, con il Decreto Legge approvato il 16 settembre scorso e appena pubblicato, ha introdotto misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione della certificazione verde Covid-19.<br />
Saremmo indotti a pensare che essendo la pandemia di estensione globale, tutti gli stati adottino strategie di contenimento del virus similari. È così? Come funziona il passaporto vaccinale negli altri paesi europei?</p>
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<p><strong>Siete sicuri che è la strada giusta?</strong></p>



<p>Il Governo, con il<strong> Decreto Legge</strong> approvato il 16 settembre scorso e appena pubblicato, ha introdotto misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione della certificazione verde <strong>Covid-19.</strong> In pratica, senza il <strong>green pass</strong> i lavoratori pubblici e privati non potranno lavorare e non avranno diritto allo stipendio, conserveranno il posto di lavoro, perché non potranno essere licenziati, ma sarà difficile per loro mantenere la famiglia. Saremmo indotti a pensare che essendo la pandemia di estensione globale, tutti gli stati adottino strategie di contenimento del virus similari. È così? Come funziona il <strong>passaporto vaccinale</strong> negli altri paesi europei?</p>



<p><strong>Germania</strong> e <strong>Spagna</strong>, al momento non hanno previsto limitazioni nei confronti di chi non ha il green pass e hanno lasciato alle singole regioni la discrezionalità sul suo utilizzo. In Spagna, la <strong>Comunidad autonoma</strong> di<strong> Madrid,</strong> ad esempio, non ha imposto alcuna restrizione generalizzata ma grazie a tamponi a tappeto, aumento dell’offerta di posti letto e terapie intensive<strong>, lockdown</strong> mirati e limitati ai singoli focolai, è riuscita a contenere il numero dei morti e, allo stesso tempo, ha consentito di mantenere uno stile di vita quanto più normale possibile. In<strong> Francia</strong>, il <strong>green pass</strong> serve per bar, ristoranti, servizi pubblici di trasporto ma non serve per lavorare, né per le scuole o le università. In <strong>Irlanda, Austria, Olanda, Portogallo, Grecia, Romania Danimarca, Croazia</strong> il pass serve per frequentare ristoranti, palestre, hotel, musei, ma non per accedere a uffici pubblici, scuole, università e nemmeno per andare a lavorare. In<strong> Inghilterra</strong>, il governo di<strong> Boris Johnson</strong> ha deciso di non introdurre il pass, facendo marcia indietro rispetto a quanto annunciato in precedenza.</p>



<p>L’<strong>Italia</strong> quindi è il paese più avanzato su questo fronte, non vi è l’imposizione esplicita di un obbligo vaccinale generalizzato, ma con l’ultimo decreto legge siamo molto vicini a raggiungere quell’effetto. Il<strong> green pass</strong> è esplicitamente adottato come strumento di salute pubblica, serve a contenere al minimo la diffusione del contagio. Ma è così? In Italia, a partire da gennaio 2021, sono state somministrate quasi 82 milioni di dosi, <strong>40,6 milioni di persone</strong> hanno completato la<strong> vaccinazione</strong>, pari a poco meno del 65% della popolazione, 44 milioni sono i vaccinati con almeno una dose, pari al 73,1% della popolazione. L’obiettivo del Governo -parole di <strong>Figliuolo</strong>– è arrivare all’80% di vaccinati entro settembre. Ammesso che si raggiunga tale percentuale o che addirittura si superi, ciò basterebbe a contenere la diffusione del virus in termini accettabili per garantire un ritorno alla normalità? In<strong> Israele,</strong> la <strong>campagna di vaccinazione</strong> è iniziata il 20 dicembre dell’anno scorso e la percentuale di vaccinati raggiunta è del 61,5% con doppia dose <strong>Pfizer,</strong> mentre nel<strong> Regno Unito</strong> i vaccinati con doppia dose sono il 66,1% della popolazione.</p>



<p>Abbiamo imparato a conoscere il concetto di<strong> “immunità di gregge”</strong> e sappiamo che da quello dipende il ritorno alla normalità. I dati scientifici pubblicati a fine luglio, che giungono da<strong> Inghilterra</strong> e<strong> Israele,</strong> però, dimostrano che l’efficacia complessiva del vaccino nel prevenire l’infezione era del 39%, quella contro l’infezione sintomatica del 40,5% e quella contro l’ospedalizzazione e le forme gravi tra l’88% e il 91%. Ma la protezione contro l’infezione cambia molto a seconda del<strong> mese</strong> di<strong> vaccinazione</strong>, già a luglio era del 15% per chi si era vaccinato a gennaio e del 75% per chi aveva ricevuto la seconda dose ad aprile. Questo significa che con il trascorrere del tempo l’efficacia dei vaccini cala in maniera considerevole e dopo nove mesi la protezione raggiunge soltanto il 16%, con questa percentuale, il rischio di contrarre un’infezione sintomatica è molto alto anche per i vaccinati con doppia dose. Per questo motivo, anche in Italia è già stata avviata la terza dose vaccinale per i soggetti fragili. In Italia, da gennaio a settembre 2021, la media di somministrazioni vaccinali è di<strong> 2,5 milioni a settimana.</strong> Con questo ritmo, raggiungere l’immunità di gregge risulterà praticamente impossibile, visto che il rischio di infezione per i vaccinati a inizio anno è crescente nel tempo.</p>



<p>La strategia elaborata dal ministro<strong> Roberto Speranza</strong> -messa in pratica con l’ultimo <strong>decreto legge</strong> con l’estensione dell<strong>’obbligo di green pass</strong>– è una scommessa per allargare al massimo la platea dei vaccinati ma, con il calo progressivo dell’efficacia dei vaccini, il rischio che questa scommessa venga persa è molto alto. In questo caso, presumibilmente, la popolazione potrebbe perdere la fiducia nel<strong> vaccino</strong> e a quel punto sarebbe complicato convincere gli italiani sulla necessità della terza dose. Siamo certi che l’Italia stia mettendo in pratica la migliore strategia di contrasto al<strong> virus</strong>? Avanzare dei dubbi non significa ammiccare ai <strong>no vax</strong>, significa sforzarsi di essere realisti e garantire, con un approccio critico, un contributo costruttivo alla soluzione del problema.</p>



<p>Andrea Pruiti Ciarello</p>



<p>Articolo pubblicato su Il Riformista il 23.9.2021 (<a href="https://www.ilriformista.it/rinviata-la-rivoluzione-sul-green-pass-obbligatorio-draghi-sgonfia-la-piazza-i-no-vax-254732/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> la versione on-line, <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/IL_RIFORMISTA_23092021-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> la versione cartacea pag.11, <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/pruiti-ilriformista.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> l&#8217;articolo in rassegna stampa)</p>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2021/10/16/green-pass-come-funziona-negli-altri-paesi-europei-la-certificazione-verde/">Green pass, come funziona negli altri paesi europei la certificazione verde</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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