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	<title>Decreto greenpass Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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		<title>Green pass, come funziona negli altri paesi europei la certificazione verde</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 10:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo, con il Decreto Legge approvato il 16 settembre scorso e appena pubblicato, ha introdotto misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione della certificazione verde Covid-19.<br />
Saremmo indotti a pensare che essendo la pandemia di estensione globale, tutti gli stati adottino strategie di contenimento del virus similari. È così? Come funziona il passaporto vaccinale negli altri paesi europei?</p>
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<p><strong>Siete sicuri che è la strada giusta?</strong></p>



<p>Il Governo, con il<strong> Decreto Legge</strong> approvato il 16 settembre scorso e appena pubblicato, ha introdotto misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione della certificazione verde <strong>Covid-19.</strong> In pratica, senza il <strong>green pass</strong> i lavoratori pubblici e privati non potranno lavorare e non avranno diritto allo stipendio, conserveranno il posto di lavoro, perché non potranno essere licenziati, ma sarà difficile per loro mantenere la famiglia. Saremmo indotti a pensare che essendo la pandemia di estensione globale, tutti gli stati adottino strategie di contenimento del virus similari. È così? Come funziona il <strong>passaporto vaccinale</strong> negli altri paesi europei?</p>



<p><strong>Germania</strong> e <strong>Spagna</strong>, al momento non hanno previsto limitazioni nei confronti di chi non ha il green pass e hanno lasciato alle singole regioni la discrezionalità sul suo utilizzo. In Spagna, la <strong>Comunidad autonoma</strong> di<strong> Madrid,</strong> ad esempio, non ha imposto alcuna restrizione generalizzata ma grazie a tamponi a tappeto, aumento dell’offerta di posti letto e terapie intensive<strong>, lockdown</strong> mirati e limitati ai singoli focolai, è riuscita a contenere il numero dei morti e, allo stesso tempo, ha consentito di mantenere uno stile di vita quanto più normale possibile. In<strong> Francia</strong>, il <strong>green pass</strong> serve per bar, ristoranti, servizi pubblici di trasporto ma non serve per lavorare, né per le scuole o le università. In <strong>Irlanda, Austria, Olanda, Portogallo, Grecia, Romania Danimarca, Croazia</strong> il pass serve per frequentare ristoranti, palestre, hotel, musei, ma non per accedere a uffici pubblici, scuole, università e nemmeno per andare a lavorare. In<strong> Inghilterra</strong>, il governo di<strong> Boris Johnson</strong> ha deciso di non introdurre il pass, facendo marcia indietro rispetto a quanto annunciato in precedenza.</p>



<p>L’<strong>Italia</strong> quindi è il paese più avanzato su questo fronte, non vi è l’imposizione esplicita di un obbligo vaccinale generalizzato, ma con l’ultimo decreto legge siamo molto vicini a raggiungere quell’effetto. Il<strong> green pass</strong> è esplicitamente adottato come strumento di salute pubblica, serve a contenere al minimo la diffusione del contagio. Ma è così? In Italia, a partire da gennaio 2021, sono state somministrate quasi 82 milioni di dosi, <strong>40,6 milioni di persone</strong> hanno completato la<strong> vaccinazione</strong>, pari a poco meno del 65% della popolazione, 44 milioni sono i vaccinati con almeno una dose, pari al 73,1% della popolazione. L’obiettivo del Governo -parole di <strong>Figliuolo</strong>– è arrivare all’80% di vaccinati entro settembre. Ammesso che si raggiunga tale percentuale o che addirittura si superi, ciò basterebbe a contenere la diffusione del virus in termini accettabili per garantire un ritorno alla normalità? In<strong> Israele,</strong> la <strong>campagna di vaccinazione</strong> è iniziata il 20 dicembre dell’anno scorso e la percentuale di vaccinati raggiunta è del 61,5% con doppia dose <strong>Pfizer,</strong> mentre nel<strong> Regno Unito</strong> i vaccinati con doppia dose sono il 66,1% della popolazione.</p>



<p>Abbiamo imparato a conoscere il concetto di<strong> “immunità di gregge”</strong> e sappiamo che da quello dipende il ritorno alla normalità. I dati scientifici pubblicati a fine luglio, che giungono da<strong> Inghilterra</strong> e<strong> Israele,</strong> però, dimostrano che l’efficacia complessiva del vaccino nel prevenire l’infezione era del 39%, quella contro l’infezione sintomatica del 40,5% e quella contro l’ospedalizzazione e le forme gravi tra l’88% e il 91%. Ma la protezione contro l’infezione cambia molto a seconda del<strong> mese</strong> di<strong> vaccinazione</strong>, già a luglio era del 15% per chi si era vaccinato a gennaio e del 75% per chi aveva ricevuto la seconda dose ad aprile. Questo significa che con il trascorrere del tempo l’efficacia dei vaccini cala in maniera considerevole e dopo nove mesi la protezione raggiunge soltanto il 16%, con questa percentuale, il rischio di contrarre un’infezione sintomatica è molto alto anche per i vaccinati con doppia dose. Per questo motivo, anche in Italia è già stata avviata la terza dose vaccinale per i soggetti fragili. In Italia, da gennaio a settembre 2021, la media di somministrazioni vaccinali è di<strong> 2,5 milioni a settimana.</strong> Con questo ritmo, raggiungere l’immunità di gregge risulterà praticamente impossibile, visto che il rischio di infezione per i vaccinati a inizio anno è crescente nel tempo.</p>



<p>La strategia elaborata dal ministro<strong> Roberto Speranza</strong> -messa in pratica con l’ultimo <strong>decreto legge</strong> con l’estensione dell<strong>’obbligo di green pass</strong>– è una scommessa per allargare al massimo la platea dei vaccinati ma, con il calo progressivo dell’efficacia dei vaccini, il rischio che questa scommessa venga persa è molto alto. In questo caso, presumibilmente, la popolazione potrebbe perdere la fiducia nel<strong> vaccino</strong> e a quel punto sarebbe complicato convincere gli italiani sulla necessità della terza dose. Siamo certi che l’Italia stia mettendo in pratica la migliore strategia di contrasto al<strong> virus</strong>? Avanzare dei dubbi non significa ammiccare ai <strong>no vax</strong>, significa sforzarsi di essere realisti e garantire, con un approccio critico, un contributo costruttivo alla soluzione del problema.</p>



<p>Andrea Pruiti Ciarello</p>



<p>Articolo pubblicato su Il Riformista il 23.9.2021 (<a href="https://www.ilriformista.it/rinviata-la-rivoluzione-sul-green-pass-obbligatorio-draghi-sgonfia-la-piazza-i-no-vax-254732/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> la versione on-line, <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/IL_RIFORMISTA_23092021-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> la versione cartacea pag.11, <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2021/10/pruiti-ilriformista.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> l&#8217;articolo in rassegna stampa)</p>
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