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	<title>gentiloni Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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		<title>Appello per un europeismo non di sinistra.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jan 2018 10:53:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché in Italia, l’unico che cerca (in malo modo) di cavalcare una politica europeista è Renzi? Perché solo Renzi sembra di avere capito che una politica credibile, sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello strategico dell’antidemagogia, sia naturalmente vocata ad una visione saldamente europeista? Ci abbiamo provato, con LiberaItalia, a formare un soggetto politico (non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché in Italia, l’unico che cerca (in malo modo) di cavalcare una politica europeista è Renzi? Perché solo Renzi sembra di avere capito che una politica credibile, sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello strategico dell’antidemagogia, sia naturalmente vocata ad una visione saldamente europeista?</p>
<p>Ci abbiamo provato, con LiberaItalia, a formare un soggetto politico (non di sinistra) e lontano dal leaderismo renziano, per animare un’area politica di credibile e concreto europeismo, che coniughi la richiesta nazionale di maggiore credibilità, la difesa delle frontiere, la responsabilità della gestione dei flussi migratori, l’attenzione verso il mondo delle PMI e dei professionisti e la necessità di un passo avanti sul percorso di costituzione degli Stati Uniti d’Europa.</p>
<p>Credo che oggi in Italia, vi sia una domanda di liberalismo fuori dal centrosinistra, lontana dalle posizioni politiche espresse dai governi Renzi-Gentiloni ma ancor più lontana dalla demagogia spinta dei vari Salvini-Meloni-Grillo-Di Maio. LiberaItalia incarna l’offerta di rappresentanza che incontra quella domanda e che mi piacerebbe potesse saturare.</p>
<p>Spero che nella XVIII legislatura vi possa essere un nutrito drappello di autentici liberali che possano ridare dignità alla politica italiana, quella dignità che manca oggi e che, malauguratamente, potrà ancor di più mancare domani.</p>
<p>La prossima legislatura sarà cruciale per i destini del nostro paese, auspico una profonda presa di coscienza da parte dei cittadini e da parte dei partiti politici. Mi auguro che i primi riflettano a fondo sulla gravosità della scelta politica ed i secondi abbiano il coraggio di cambiare pelle, di mondarsi dei vecchi personaggi che hanno con il loro agire determinato l’attuale stato di crisi, di puntare a RINNOVARE l’offerta politica sia in termini di programmi e <em>vision</em>, che in termini di persone. Non sono giovanilista a tutti i costi, sono per la competenza e la credibilità. L’età anagrafica non è importante, conta molto di più la dignità e la natura della spinta interiore.</p>
<p>Il PD di Renzi non ha credibilità sufficiente per offrire riscontro a questi temi, perché troppo impastoiato in retoriche veterocomuniste.</p>
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		<title>Sui voucher Gentiloni rapito dalle &#8220;sirene rosse&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 10:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia dei voucher lavoro, minimizzata dai media italiani, è una delle più grandi vergogne del governo italiano ed un’ulteriore e pericolosa deriva antipolitica, demagogica e populista. Ricapitolando un po&#8217; la vicenda, tanto per sapere di che cosa parliamo, i c.d. “voucher lavoro” o “buoni lavoro”, sono stati introdotti, per la prima volta in Italia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei voucher lavoro, minimizzata dai media italiani, è una delle più grandi vergogne del governo italiano ed un’ulteriore e pericolosa deriva antipolitica, demagogica e populista.</p>
<p>Ricapitolando un po&#8217; la vicenda, tanto per sapere di che cosa parliamo, i c.d. “voucher lavoro” o “buoni lavoro”, sono stati introdotti, per la prima volta in Italia, nel 2003, dal Governo Berlusconi che, in attuazione della delega contenuta nella Legge Biagi (Legge 14 febbraio 2003, n.30), con il D.lgs n.273/2003 ha definito e  disciplinato le &#8220;prestazioni occasionali di tipo accessorio&#8221;, con lo scopo dichiarato di regolamentare alcune attività lavorative &#8220;occasionali&#8221;, spesso svolte al di fuori della legalità e non facilmente riconducibili alle tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato o autonomo, al fine di assicurare ai prestatori di lavoro occasionali forme minime di tutela previdenziale ed assicurativa.</p>
<p>I limiti di utilizzabilità, per tipologia di lavoro eseguito, furono ampliati con la Legge n.33/2009, sempre dal Governo Berlusconi e poi, ulteriormente ampliati, determinando una totale liberalizzazione di utilizzo (per settori ed ambiti diversi) dal Governo Monti, con la Riforma Fornero (Legge 28 giugno 2012, n.92) e dal Governo Renzi, con il c.d. Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n. 183) che, da ultimo, ha innalzato i limiti di utilizzabilità individuali da € 5.000 a € 7.000 annui e ha eliminato dalla legge la dicitura “di natura meramente occasionale”, rendendo più duttile lo strumento.</p>
<p>La CGIL, che nel mese di luglio del 2016 aveva raccolto (ahimè!) più di tre milioni di firme, ha chiesto (ed ottenuto) un referendum abrogativo, allo scopo di abolire completamente lo strumento dei voucher.</p>
<p>La motivazione politica di un simile impegno si basava, sempre secondo la CGIL, sulla circostanza, apoditticamente declamata, che la larga diffusione dei voucher avrebbe comportato una sostanziale elusione ed evasione delle norme fiscali e previdenziali, a tutela dei lavoratori.</p>
<p>Ora, non bisogna essere un “fulmine di guerra” per capire che &#8211;<em>in un panorama legislativo e burocratico del mondo del lavoro, come quello italiano</em>&#8211; l’abolizione dell’unico strumento che poteva, in qualche modo, favorire al medesimo tempo l’emersione dal lavoro nero ed il rilancio dell’economia, comporterà un aumento del lavoro irregolare ed una sostanziale diminuzione delle garanzie per i lavoratori.</p>
<p>Vi è da dire, infatti, che il problema dell’uso irregolare dei voucher è stato affrontato da una norma contenuta nel Jobs Act, che ha previsto l&#8217;obbligo di comunicare l&#8217;inizio della prestazione alla Direzione Territoriale del lavoro competente, in modo preventivo e per via telematica e che, tale procedura è stata introdotta operativamente dal D.lgs n.185/2016, a partire dal mese di ottobre 2016.</p>
<p>È evidente, pertanto, che gli obiettivi “politici” propugnati dalla CGIL nel luglio 2016 (quando sono state raccolte le firme per il referendum abrogativo) siano divenuti vuoti ed inattuali a partire dall’ottobre 2016.</p>
<p>Il Governo però, piuttosto che spiegare agli italiani l’effettiva portare strategica dei voucher, in un quadro di mercato del lavoro depresso, ha pensato bene di cedere al canto delle “sirene rosse” ed alla facile e spicciola demagogia e proporre una norma che abolisca completamente i voucher, tanto per evitare di misurarsi nuovamente con l’elettorato.</p>
<p>James Freeman Clarke (politico americano del XIX secolo) sosteneva che “un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo Paese”.</p>
<p>Oggi, ancora una volta, abbiamo la triste riprova che in Italia non solo non abbiamo statisti ma non abbiamo neanche politici.</p>
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