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	<title>Nicola Galati Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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	<title>Nicola Galati Archivi - Andrea Pruiti</title>
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		<title>Comunicato Stampa 23 luglio 2020 &#8211; “Gli italiani hanno diritto di conoscere tutti gli atti del Comitato Tecnico-Scientifico”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 23:39:11 +0000</pubDate>
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<p>Roma, 23 luglio 2020 &#8211; Il TAR Lazio, con provvedimento n.8615/2020 del 22 luglio 2020, ha accolto il ricorso presentato dagli <strong>avvocati Rocco Mauro Todero, Andrea Pruiti Ciarello e Enzo Palumbo</strong>, avverso il diniego di accesso agli atti, opposto dal Governo sui verbali del comitato tecnico scientifico, di cui i tre avvocati avevano chiesto copia.</p>



<p>Gli avvocati Todero, Pruiti Ciarello e Palumbo hanno chiesto che il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte rendesse disponibili i verbali del comitato tecnico scientifico, utilizzati a supporto dell’emanazione dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) dell’1.3.2020, dell’8.3.2020, dell’1.4.2020 e del 10.4.2020.</p>



<p>In tali DPCM, le misure restrittive di diritti e libertà di rango costituzionale, imposte agli italiani, risulterebbero motivate sulla scorta delle valutazioni operate dal Comitato Tecnico Scientifico. I verbali che contengono quelle valutazioni, nonostante siano riportate in tutti i DDPCM come motivazione e giustificazione di quegli atti, non sono mai stati pubblicati dal Presidente del Consiglio dei Ministri.</p>



<p><strong>I tre giuristi di matrice liberale, tutti aderenti con diversi ruoli alla Fondazione Luigi Einaudi Onlus di Roma</strong> (Pruiti Ciarello è anche il Coordinatore Nazionale dei Comitati noiNO, contro il taglio dei parlamentari), hanno ritenuto necessario chiedere la copia di quei verbali, attraverso l’accesso generalizzato agli atti amministrativi, al fine di consentire agli italiani di conoscere le vere motivazioni per le quali, durante l’epidemia da Covid-19 sono stati costretti in casa, anche in quelle regioni o in quei territori dove non si sono registrati casi di infezione ma il Governo, e per esso il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, si è rifiutato di consegnare quei verbali.</p>



<p>A questo punto gli avvocati Rocco Todero, Andrea Pruiti Ciarello ed Enzo Palumbo hanno costituito un comitato, al quale hanno aderito anche i colleghi <strong>avvocati Federico Tedeschini, Ezechia Paolo Reale e Nicola Galati</strong>, assieme ai quali hanno promosso ricorso al TAR Lazio, contro il provvedimento con il quale era stato negato l’accesso agli atti.</p>



<p>Il provvedimento del tribunale amministrativo, che aderisce completamente alle tesi dei ricorrenti, ha stabilito che l’accesso a quei verbali del comitato tecnico scientifico va consentito poiché “<em>se l’ordinamento giuridico riconosce, ormai, la più ampia trasparenza alla conoscibilità anche di tutti gli atti presupposti all’adozione di provvedimenti individuali o atti caratterizzati da un ben minore impatto sociale, <strong>a maggior ragione deve essere consentito l’accesso ad atti, come i verbali in esame, che indicando i presupposti fattuali per l’adozione dei descritti DDPCM, si connotano per un particolare impatto sociale, sui territori e sulla collettività</strong></em>”.</p>



<p>Gli avvocati Todero, Pruiti Ciarello e Palumbo hanno sostenuto che la conoscenza di quei verbali deve essere garantita a tutti i cittadini, <strong>perché necessaria all’esercizio dell’ordinario controllo politico-democratico</strong>. Il TAR, aderendo a quanto richiesto, ha stabilito che l’accesso agli atti richiesto dai ricorrenti “<em>oltre a favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull&#8217;utilizzo delle risorse pubbliche, ha anche la finalità di promuovere, come nel caso in esame, la partecipazione al dibattito pubblico</em>”. “<em>Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – dichiarano gli avvocati Todero, Pruiti Ciarello e Palumbo – perché adesso possiamo, come cittadini italiani, conoscere le motivazioni in base alle quali il Presidente del Consiglio dei Ministri <strong>Giuseppe Conte</strong> ha così fortemente compresso i diritti costituzionali di milioni di persone. Non appena il Governo ci consegnerà quei documenti, li renderemo pubblici, perché in una matura democrazia liberale i cittadini hanno il diritto di conoscere gli atti dei loro governanti e il diritto/dovere di giudicarli politicamente. Solo chi ha paura del giudizio dei cittadini si può opporre a che questi siamo informati e consapevoli</em>”.</p>



<p>Per scaricare il testo integrale della Sentenza, cliccare <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/SentenzaTARLazioDPCM.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>
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		<title>Cosa hanno fatto i comitati? Un diritto saperlo</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2020/05/07/cosa-hanno-fatto-i-comitati-un-diritto-saperlo/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 23:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Riformista]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avevamo chiesto l’accesso agli atti indirizzato allapresidenza del Consiglio, ma il capo della protezione civileha detto di no, con una motivazione che non convince.Ricorreremo quindi al tribunale amministrativo di Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero La fase 1 dell’emergenza Covid-19 è terminata e con la fase 2 dovremmo andare lentamente verso la [&#8230;]</p>
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<p>Avevamo chiesto l’accesso agli atti indirizzato alla<br>presidenza del Consiglio, ma il capo della protezione civile<br>ha detto di no, con una motivazione che non convince.<br>Ricorreremo quindi al tribunale amministrativo</p>



<p></p>



<p>di Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero</p>



<p>La fase 1 dell’emergenza Covid-19 è terminata e con la fase 2 dovremmo andare lentamente verso la normalizzazione della vita. Ma il rischio di un nuovo lockdown incombe sempre: se il numero dei contagi dovesse tornare a salire, &#8220;chiuderemo il rubinetto delle riaperture”, ha tuonato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso della sua ultima diretta televisiva.</p>



<p>È un fatto ormai assodato che il popolo italiano ha affrontato con grande compostezza e senso di responsabilità la fase 1, ha sopportato straordinarie limitazioni ai suoi diritti costituzionali, mai verificatesi prima nella storia repubblicana.</p>



<p>Le misure emergenziali messe in campo dal Governo hanno limitato: il diritto al lavoro (art. 4 Cost.), la libertà personale (art. 13 Cost.), la libertà di circolazione e di soggiorno (art. 16 Cost.), di riunione (art. 17), di esercitare in pubblico il culto religioso (art. 19), di prestazione personale (art. 23), d’insegnamento (art. 33) e di studio (art. 34), d’iniziativa economica (art. 41 Cost.).</p>



<p>Tutti questi diritti, che possono essere incisi, a seconda dei casi, solo per legge o per atto dell’Autorità Giudiziaria, sono stati invece compressi con <strong>meri atti amministrativi</strong>, per ciò stesso sottratti all’esame del Presidente della Repubblica e del Parlamento, nel dichiarato intento di tutelare un altro diritto parimenti costituzionale come quello alla salute (art. 32 Cost.), e tuttavia dimenticando che, proprio ai sensi di tale norma, nessun trattamento sanitario può essere imposto se non per legge.</p>



<p>Superata la fase 1, ci chiediamo se sia giusto che rimangano avvolte nel mistero valutazioni dei vari comitati tecnico-scientifici che hanno indotto il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Governo ad adottare queste misure. Perché di mistero si tratta, non di segreto di Stato!</p>



<p>Queste motivazioni, contenute in appositi verbali, non sono state vincolate col segreto di Stato, e quindi dovrebbero essere liberamente accessibili dai cittadini, in virtù del principio di trasparenza, criterio fondamentale per il corretto esercizio della funzione amministrativa, a garanzia del principio di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, contenuto nell’articolo 97 della Costituzione.</p>



<p>Trovando inconcepibile che, in una matura democrazia occidentale come la nostra, ancorché nella fase emergenziale che stiamo ancora vivendo, possano rimanere oscure le motivazioni tecnico-scientifiche di atti governativi che tanto hanno inciso sulle nostre vite, il 16 aprile 2020, abbiamo quindi formulato, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D. Lgs. 33-2013, una richiesta di acceso agli atti, indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per ottenere copia dei verbali dei comitati tecnico-scientifici.</p>



<p>A questa richiesta, il Capo della Protezione Civile, dott. Angelo Borrelli, ha opposto un espresso diniego appellandosi all’art.5-bis del D. Lgs n.33/2013, che consente di vietare l’accesso nei casi previsti dall’art. 24, comma 1, lettera c), della Legge n.241/1990, quando cioè si tratti di “<em>attività della pubblica amministrazione diretta all&#8217;emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione</em>”.</p>



<p>Una motivazione, questa, che non convince, e quindi ricorreremo al TAR Lazio avverso il provvedimento di diniego, e a tal fine abbiamo promosso la formazione di un comitato che sosterrà tutte le necessarie azioni giudiziarie utili a fare luce sull’operato del Presidente del Consiglio e sul Governo, trovando subito l’adesione del prof. avv. Federico Tedeschini, dell’avv. Ezechia Paolo Reale e dell’avv. Nicola Galati, coi quali formeremo il relativo collegio difensivo.</p>



<p>Il fatto si è che quella norma è stata formulata in quei termini per il semplice motivo, evidentemente ignorato dal dott. Borrelli, che in tali casi l’Ordinamento già prevede altre forme di pubblicità ancora più pregnanti e garantiste sul fronte della trasparenza, che si sostanziano nella pubblicazione obbligatoria di quegli atti su albi pretori, bollettini e Gazzetta Ufficiale.</p>



<p>Nella lettera del dott. Borrelli c’è poi una chicca finale, quando conclude riservando alla sua Amministrazione di “<em>valutare l’ostensibilità, qualora ritenuto opportuno, di tali verbali al termine dello stato di emergenza</em>”, con ciò implicitamente riconoscendo che non esiste alcuna ragione di segretezza, e per ciò stesso di stare agendo senza rispettare il principio di trasparenza, che è tale solo se si accompagna, in tempo reale, ai provvedimenti che siano stati emessi.</p>



<p>Al di là della legittimità dei DPCM, su cui ci riserviamo di tornare in seguito, siamo convinti che i cittadini hanno il diritto di conoscere subito, e non soltanto a emergenza conclusa, quali siano state le motivazioni che hanno giustificato le forti limitazioni di molti dei loro diritti costituzionali, così potendo valutare se la compressione subita sia stata proporzionata al rischio sanitario, sia per quanto riguarda la natura e l’ampiezza delle misure adottate, sia per quanto riguarda la loro durata; non senza considerare che la conoscenza delle motivazioni consentirebbe una maggiore consapevolezza del rischio sanitario e propizierebbe una più attenta osservanza delle restrizioni imposte, in un’ottica di crescente responsabilizzazione.</p>



<p>E sin d’ora vogliamo esprimere tutta la nostra preoccupazione per la scelta del dott. Borrelli, ma &nbsp;sostanzialmente del Governo, in un Paese democratico come ancora è il nostro, di oscurare le motivazioni tecnico-scientifiche delle sue decisioni, coprendo gli atti pregressi con un velo di segretezza surrettizia, perché nemmeno dichiarata nelle forme di legge. La nostra Democrazia non consente a nessuno, nemmeno al Presidente del Consiglio dei Ministri, di sottrarsi al giudizio dell’opinione pubblica man mano che va operando nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali.</p>



<p>Pubblicato su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ilriformista.it/" target="_blank">Il Riformista</a>, edizione del 7 maggio 2020, a pagina 11.</p>



<p>Edizione PDF de Il Riformista del 7 maggio 2020. Clicca <a href="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/05/ilriformista07052020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2020/05/07/cosa-hanno-fatto-i-comitati-un-diritto-saperlo/">Cosa hanno fatto i comitati? Un diritto saperlo</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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