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	<title>Speranza Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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	<title>Speranza Archivi - Andrea Pruiti</title>
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		<title>Buon primo maggio 2022</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2022 13:49:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo maggio 2022 è da ricordare perché decade l’obbligo di greenpass per accedere ai luoghi di lavoro e a molti esercizi commerciali, nonché ai luoghi della cultura, sport, svago e mezzi di trasporto</p>
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<p>Il primo maggio 2022 è una data importante, una data da ricordare, non perché, come ogni anno, coincide con la Festa dei lavoratori o perché si ricordano (o si dovrebbero ricordare) le proteste dei Cavalieri del Lavoro americani, che ottennero a partire dal 1867 la previsione legislativa delle otto ore lavorative giornaliere in Illinois, consentendo agli operai di non essere sfruttati.</p>



<p>Quest’anno, in questa data, decade l’obbligo di greenpass per accedere ai luoghi di lavoro e a molti esercizi commerciali, nonché ai luoghi della cultura, sport, svago e mezzi di trasporto.</p>



<p>Oggi decade, di fatto, per alcune categorie di lavoratori ultracinquantenni il ricatto statale: o ti vaccini o non lavori.</p>



<p>Finalmente, dopo un lungo periodo di compressione, molti cittadini italiani potranno tornare a esercitare i loro diritti costituzionali, senza esporre QR code.</p>



<p>Per molti altri lavoratori, appartenenti a diverse categorie e a prescindere dall’età, il ricatto rimane in vigore, come per il personale sanitario (in vigore fino al 31 dicembre 2022), forze dell’ordine, forze armate, personale della scuola (in vigore fino al 15 giugno 2022).</p>



<p>Personalmente, sono stato molto critico, fin dal primo istante, rispetto a queste misure (greenpass e obbligo vaccinale) utilizzate per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da SAR-CoV-2, misure più adatte a regolare la vita di sudditi ignoranti che di cittadini consapevoli dei propri diritti e delle proprie responsabilità.</p>



<p>In moltissimi Paesi, con parametri economici oggettivamente superiori ai nostri, con parametri demografici di pari o superiore criticità, rispetto a quelli italiani, queste misure così restrittive non sono state adottate. Perché? Perché i cittadini di questi Paesi sono più consapevoli e non avrebbero accettato imposizioni degne di uno stato medievale? Perché avevano e hanno un sistema sanitario migliore del nostro? Perché avevano e hanno un ministro della sanità migliore di Roberto Speranza? Non saprei, anche se sull’ultimo interrogativo, sono pronto a scommettere su una risposta affermativa.</p>



<p>Allora quale è la peculiarità del sistema italiano?</p>



<p>Certamente, abbiamo un sistema mediatico totalmente appiattito su una narrazione a senso unico. TV e giornali negli ultimi due anni, sono stati solo la cassa di risonanza delle veline proveniente da Speranza e da Conte, prima di lui. Non un’inchiesta giornalistica sull’efficacia delle misure di contenimento della Pandemia, non un servizio comparativo approfondito e terzo tra le misure italiane e quelle del resto del mondo.</p>



<p>Certamente, il popolo italiano non ha dato dimostrazione di grande consapevolezza rispetto ai diritti di cittadinanza, che derivano dalla nostra Costituzione, così come è stato eccessivamente morbido nell’accettare imposizioni e restrizioni, soprattutto durante il Governo di Giuseppe Conte, praticate con strumenti ultralegali, che hanno posto l’Italia al di fuori dei confini dello Stato di Diritto. Ci vorrà del tempo per riflettere con sereno distacco su questi temi, e non sarà breve con ogni probabilità!</p>



<p>Intanto, nell’attesa che il Giudice delle Leggi si pronunci sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate con l’ordinanza n.351 del 22 marzo 2022 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana e ponga, auspicabilmente, un freno all’arbitrio di quelle norme, riflettiamo sulla necessità di porre un argine pratico, etico e intellettuale al potere dello Stato.</p>



<p>A tutti quelli che, aderendo ad una concezione meramente positivistica del diritto, diranno che non c’è nulla di arbitrario nelle norme prodotte, in questa materia, negli ultimi due anni, sol perché esse provengono da governi che hanno ottenuto la fiducia di un Parlamento democraticamente eletto e sono state adottate secondo le regole formali previste in Costituzione, sollecito una riflessione su quanto insegnava Friedrich von Hayek: “Non è l&#8217;origine ma la limitazione del potere che ne previene l&#8217;arbitrarietà”.</p>



<p>Serve un nuovo rinascimento, che produca nuovi cittadini, consapevoli e responsabili, serve una nuova Assemblea Costituente, che sappia limitare lo Stato e massimizzare la libertà e le aspirazioni dei cittadini.</p>



<p>Buon primo maggio 2022.</p>



<p>Andrea Pruiti Ciarello</p>
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		<title>Stato di (perenne) emergenza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 14:25:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel recente passato (appena il 25.11.2021), il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che lo stato di emergenza deve rispondere a delle evenienze che lo giustifichino e, quindi, non essere prorogato o nuovamente dichiarato senza che ce ne sia la necessità.</p>
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<p>Su Il Riformista del 7 ottobre 2020 scrivevo:</p>



<p><em>&#8220;In questi giorni è nuovamente tornata di stretta attualità la questione della proroga dello stato di emergenza, disposto per la prima volta il 31 gennaio di quest’anno e già prorogato dal Consiglio dei Ministri fino al prossimo 15 ottobre, con delibera del 29 luglio. Nelle motivazioni della delibera di proroga dello stato di emergenza del 29 luglio si leggeva che la necessità di prorogare quella condizione straordinaria fosse necessaria per garantire la continuità degli interventi allora in corso “per il superamento del contesto di criticità” e per “adottare le opportune misure volte all’organizzazione e realizzazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018, nonché di quelli diretti ad assicurare una compiuta azione di previsione e prevenzione”. Cosa abbia fatto il Governo per dare seguito a quelle necessità e quali siano state, al riguardo, le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico non è dato saperlo. La pubblicazione degli atti del CTS si ferma al 10 agosto e quindi non possiamo sapere quali siano oggi gli “interventi in corso per il superamento delle criticità”, né quali dovranno essere le “ulteriori misure organizzative per il soccorso e l’assistenza alla popolazione” individuate dal CTS. Da una parte il Governo vuole prorogare lo “stato di emergenza” ma dall’altro non solo non rende noto cosa abbia fatto fin qui per evitare la proroga ma nemmeno cosa abbia intenzione di fare per evitare che di proroga in proroga lo “stato di emergenza” divenga una prassi amministrativa accettata come normale dalla popolazione. Il rischio, in questo caso, non è solo la terribile pandemia da Covid-19, il rischio è lo slittamento sul terreno scivoloso dello Stato di Diritto, sul quale ogni distrazione può essere fatale&#8221;.</em></p>



<p>Nel recente passato (appena il 25.11.2021), il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che lo stato di emergenza deve rispondere a delle evenienze che lo giustifichino e, quindi, non essere prorogato o nuovamente dichiarato senza che ce ne sia la necessità.</p>



<p>Oggi, 15 dicembre 2021, abbiamo visto che il Governo vuole nuovamente prorogare lo stato di emergenza, questa volta nemmeno con la prevista deliberazione del Consiglio dei Ministri ma con Decreto Legge, poiché il termine previsto dal comma 3, dell&#8217;art.24 del D.lgs n.1/2018 prevede una durata massima di 24 mesi (che scadrebbero a fine gennaio).</p>



<p>Sulla scorta di quali condizioni e dati il Governo intende prorogare ancora, addirittura fino al 31 marzo 2022, lo stato di emergenza?</p>



<p>Dal 7 al 14 dicembre 2020 sono morte 4933 persone di covid, mentre dal 7 al 14 dicembre 2021 sono morte 762 persone, cioè 4171 in meno dell&#8217;anno scorso.</p>



<p>Come era accaduto l&#8217;anno scorso, con il pessimo governo di Giuseppe Conte, anche quest&#8217;anno i verbali del CTS resi disponibili dalla Protezione Civile si fermano al 15 ottobre 2021, cioè con 60 giorni di ritardo (nonostante dovrebbe essere di 40 giorni il ritardo nella pubblicazione).</p>



<p>Con questi numeri, fortunatamente molto meno gravi dell&#8217;anno scorso, l&#8217;introduzione del super greenpass già mi sembrava azzardato fino al 15 gennaio 2022, figuriamoci se venisse prorogato fino al 31 marzo 2022.</p>



<p>Quello slittamento sul terreno scivoloso dello Stato di Diritto, che temevo l&#8217;anno scorso, da pericolo in potenza si è trasformato in fatto.</p>
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