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	<title>Formiche.net Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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	<title>Formiche.net Archivi - Andrea Pruiti</title>
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		<title>#QuantiVaccini? Vi spiego l’iniziativa della Fond. Einaudi sulla trasparenza dei dati vaccinali</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 22:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Luigi Einaudi ha inviato una lettera al governo il 28 dicembre e aspetterà ancora fino al 4 gennaio 2021 per chiedere l’accesso ai dati di vaccinazione relativi ai primi vaccini somministrati e ad altre notizie sulla distribuzione, sui costi, sulle categorie che hanno la precedenza. L’intervento dell’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, Cda Fondazione Luigi Einaudi.</p>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2020/12/29/quantivaccini-vi-spiego-liniziativa-della-fond-einaudi-sulla-trasparenza-dei-dati-vaccinali/">#QuantiVaccini? Vi spiego l’iniziativa della Fond. Einaudi sulla trasparenza dei dati vaccinali</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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<p><em>La Fondazione Luigi Einaudi ha inviato una lettera al governo il 28 dicembre e aspetterà ancora fino al 4 gennaio 2021 per chiedere l’accesso ai dati di vaccinazione relativi ai primi vaccini somministrati e ad altre notizie sulla distribuzione, sui costi, sulle categorie che hanno la precedenza. L’intervento dell’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, Cda Fondazione Luigi Einaudi</em> (articolo originale publicato su <a href="https://formiche.net/2020/12/vaccini-quantivaccini-fondazione-einaudi-governo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Formiche.net</a>)</p>



<p>Da mesi non si parla d’altro, il vaccino anti-Covid sembra essere la panacea di tutti i mali, se badiamo a come viene presentato in Tv. </p>



<p>Servizi giornalistici che mostrano un furgone con il vaccino della Pfizer-Biontech attraversare il Brennero, scortato da auto della Polizia e dei Carabinieri; il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong> ringrazia il ministro <strong>Roberto Speranza</strong> e gli operatori sanitari per la campagna di vaccinazione più grande di tutti i tempi, utilizzando toni trionfalistici, come se non fossimo la prima nazione al mondo per numero di morti in rapporto al numero di abitanti.</p>



<p>La Fondazione Luigi Einaudi, che nel mese di aprile, prima di tutti gli altri, aveva posto l’attenzione sulla necessità che tutti gli atti amministrativi relativi alla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 fossero resi pubblici e accessibili a chiunque avesse interesse a consultarli, in concomitanza all’inizio “simbolico” della campagna di vaccinazione anti-Covid, ha avviato l’iniziativa #QuantiVaccini finalizzata, ancora una volta, a promuovere la massima trasparenza nella gestione dei dati di vaccinazione.</p>



<p>La Fondazione Einaudi chiede che il governo istituisca sui siti web del ministero della Salute e della Protezione Civile una sezione interamente dedicata alla diffusione quotidiana di tutti i dati di vaccinazione disponibili, così come già hanno fatto Germania e Francia e, dopo la lettera inviata al governo il 28 dicembre, aspetterà ancora fino al 4 gennaio 2021 per chiedere l’accesso ai dati di vaccinazione relativi ai primi vaccini somministrati.</p>



<p>L’auspicio è quello che il governo fornisca questi dati spontaneamente, senza costringere i legali della Fondazione Einaudi all’ennesimo ricorso al Tribunale amministrativo.</p>



<p>I problemi della gestione della campagna vaccinale anti-Covid, comunque non finiscono con la pubblicazione dei dati.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://servedby.publy.net/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=23989&amp;loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2020%2F12%2Fvaccini-quantivaccini-fondazione-einaudi-governo%2F&amp;cb=16a2109755" alt=""/></figure>



<p>C’è il problema della formazione del personale sanitario che dovrà procedere alla somministrazione del vaccino, che allo Stato, è limitata ai pochi centri che hanno avviato solo simbolicamente la campagna vaccinale. Qual è il cronoprogramma di formazione di medici e infermieri, di individuazione territoriale dei centri di somministrazione vaccinale?</p>



<p>C’è il problema della sorveglianza immunologica sulla somministrazione del vaccino.</p>



<p>Il piano strategico per la vaccinazione presentato dal ministero della Salute evidenzia la necessità di predisporre una sorveglianza aggiuntiva sulla sicurezza dei vaccini stessi, con l’obiettivo “di monitorare gli eventuali eventi avversi ai nuovi vaccini Covid nel contesto del loro utilizzo reale”. Un monitoraggio di tale portata avrà bisogno di risorse economiche importanti e di un supporto tecnico e scientifico basato, per l’appunto, sulla accessibilità dei dati di vaccinazione.</p>



<p>Sarebbe utile conoscere a che punto sia il governo nella risoluzione di questi problemi. E ancora, quali saranno le categorie che si potranno vaccinare prima delle altre? Quali sono i costi e dove saranno reperite le risorse per l’organizzazione di una struttura tanto estesa quanto complessa?</p>



<p>E non si dica che le priorità sono quelle di vaccinare e tutelare il diritto alla salute dei cittadini e per queste informazioni si può attendere, perché una cosa non esclude l’altra e lo stato di emergenza fa a pugni con lo stato di diritto.</p>
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		<title>Referendum ed elezioni regionali. Perché l’accorpamento sarebbe un errore</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2020/05/24/referendum-ed-elezioni-regionali-perche-laccorpamento-sarebbe-un-errore/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2020 21:37:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;informazione sul referendum può e deve essere garantita attraverso una campagna esclusiva, senza che possano essere sovrapponibili altri temi elettorali. L&#8217;intervento di Andrea Pruiti Ciarello, coordinatore nazionale Comitati &#8220;noiNO&#8221; Abbiamo assistito, per tutta la Fase 1 dell’emergenza Covid-19, ad una straordinaria limitazione dei diritti costituzionali, riconosciuti in capo a ciascuno direttamente dalla Costituzione. Queste limitazioni [&#8230;]</p>
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<p><em>L&#8217;informazione sul referendum può e deve essere garantita attraverso una campagna esclusiva, senza che possano essere sovrapponibili altri temi elettorali. L&#8217;intervento di Andrea Pruiti Ciarello, coordinatore nazionale Comitati &#8220;noiNO&#8221;</em></p>



<p>Abbiamo assistito, per tutta la Fase 1 dell’emergenza Covid-19, ad una straordinaria limitazione dei diritti costituzionali, riconosciuti in capo a ciascuno direttamente dalla Costituzione. Queste limitazioni sono state imposte con atti amministrativi del presidente del Consiglio dei ministri e di alcuni ministri. Abbiamo assistito, pertanto, ad un sostanziale annichilimento del Parlamento con corrispondente accrescimento dei poteri dell’esecutivo. Tutto ciò è avvenuto secondo prassi costituzionale? Noi crediamo di no, ma sarà la storia a dirlo.</p>



<p>Oggi, avviata da pochi giorni la Fase 2, si torna a parlare di elezioni e referendum.</p>



<p>Facciamo un passo indietro. La legge costituzionale recante “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 12 ottobre 2019, è stata approvata al Senato della Repubblica, a maggioranza assoluta ma senza tuttavia raggiungere la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.</p>



<p>Tale condizione, ai sensi dell’art.138, comma 2, della Costituzione ha dato la possibilità, ad un quinto dei componenti del Senato della Repubblica, di potere chiedere l’indizione di un referendum costituzionale, al fine di consentire ai cittadini di potersi esprimere riguardo la riforma approvata senza la maggioranza qualificata dei due terzi.</p>



<p>A questa procedura bifasica, la Costituzione individua l’eccezione prevista dal terzo comma del medesimo art. 138, il quale prevede che in caso di approvazione della legge di riforma costituzionale, con il voto favorevole dei due terzi dei componenti di ciascuna camera, non sia possibile chiedere l’ulteriore approvazione dei cittadini, mediante referendum. Ma il rapporto tra le due procedure è il medesimo che intercorre tra ordinarietà e straordinarietà.</p>



<p>Il legislatore costituente preferì questa procedura perché cercò di rispondere all’esigenza di rendere più complessa, senza tuttavia rendere estremamente difficile, l’approvazione delle norme costituzionali e favorire una più ponderata riflessione.</p>



<p>Questo intendimento storico-costituzionale è riscontrabile nei resoconti dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente e ci consente di affermare che per ottenere una “ponderata riflessione” debba essere garantita una seria e approfondita informazione circa il quesito referendario.</p>



<p>Informazione che può e deve essere garantita attraverso una campagna esclusiva, senza che possano essere sovrapponibili altri temi elettorali.</p>



<p>Se si dovesse sovrapporre, in un “election day”, la consultazione referendaria e le elezioni suppletive di Camera e Senato, ovvero quelle per i rinnovi dei consigli regionali e comunali, da un lato si polarizzerebbe l’attenzione mediatica sulle tematiche localiste della campagna elettorale, divisive per antonomasia e totalizzanti nei toni e negli spazi disponibili, dall’altro lato si comprimerebbe surrettiziamente la libertà dei movimenti politici a prendere posizione in favore della riduzione del numero dei parlamentari. Ciò perché con il clamore tipico di ogni consultazione politica comunale o regionale, la posizione di quell’ipotetico e coraggioso candidato favorevole al NO all’approvazione della legge costituzionale verrebbe fortemente stigmatizzata dalla vulgata demagogica e populista, con grave danno per lui, in termini di consenso.</p>



<p>Non si può prescindere da questa banale considerazione, se si vuole effettivamente tutelare l’importanza di quella “ponderata riflessione” cui aspiravano i membri dell’Assemblea Costituente e in particolare l’on.&nbsp;<strong>Tomaso Perassi</strong>&nbsp;del Partito Repubblicano. Ma quella “ponderata riflessione” va ricercata e incentivata non solo per filologica adesione al dettato costituzionale ma soprattutto per rendere effettiva la portata dell’art. 138 della Costituzione.</p>



<p>È una questione tra Parlamento, Costituzione e popolo, in questo rapporto il governo non deve mettere lingua. Non possiamo accettare l’ennesimo intervento ipertrofico del governo, che nei fatti renderebbe vana la consultazione referendaria, mettendola al traino di altre elezioni.</p>



<p>“Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare” insegnava&nbsp;<strong>Luigi Einaudi</strong>&nbsp;e ciò è alla base della democrazia, senza questo semplice ma fondamentale meccanismo, qualsiasi deliberazione popolare sarebbe facile preda di arringatori di folla e contraria allo spirito originario della Costituzione.</p>



<p>È una questione di principio, e sul principio non possiamo transigere, il Referendum merita una informazione approfondita e pacata, con spazi adeguati ed esclusivi, agli antipodi rispetto alle campagne elettorali urlate, che caratterizzano tanto le elezioni politiche, quanto le comunali o regionali.</p>



<p>I Comitati noiNO, sorti su iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi, sono pronti a dare battaglia, ci avvarremo di qualsiasi strumento giuridico possibile e porteremo la questione anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo.</p>



<p>Articolo pubblicato il 23 maggio 2020 su <a rel="noreferrer noopener" href="https://formiche.net/2020/05/referendum-elezioni-regionali-accorpamento-errore/" target="_blank">Formiche.net</a></p>
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		<title>Oggi la task force anti fake news. Domani? L’opinione della Fondazione Einaudi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 13:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;intervento dell&#8217;avv. Andrea Pruiti Ciarello, consigliere di amministrazione della Fondazione Einaudi, sulla task force voluta dal governo per contrastare la circolazione di notizie false sul coronavirus Partiamo dalla notizia. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha deciso di istituire, a cura del sottosegretario con delega all’Editoria&#160;Andrea Martella&#160;una “task force contro le fake [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="950" height="580" src="http://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/timthumb.jpeg" alt="" class="wp-image-267" srcset="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/timthumb.jpeg 950w, https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/timthumb-300x183.jpeg 300w, https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/timthumb-768x469.jpeg 768w, https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/timthumb-98x60.jpeg 98w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></figure>



<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;intervento dell&#8217;avv. Andrea Pruiti Ciarello, consigliere di amministrazione della Fondazione Einaudi, sulla task force voluta dal governo per contrastare la circolazione di notizie false sul coronavirus</p>



<p>Partiamo dalla notizia. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha deciso di istituire, a cura del sottosegretario con delega all’Editoria&nbsp;<strong>Andrea Martella</strong>&nbsp;una “task force contro le fake news”.</p>



<p>L’abbiamo già detto, il merito dei Dpcm emanati fin qui dal Presidente&nbsp;<strong>Giuseppe Conte</strong>&nbsp;è abbastanza condivisibile, a volte tardivo, a volte blando, spesso confuso ed inefficace, ma sono provvedimenti che trovano fondamento nell’esperienza di altre nazioni (Cina, Corea del Sud) e soprattutto nel buonsenso. La forma dei suddetti Dpcm invece è assolutamente non condivisibile. Riteniamo che provvedimenti così incisivi su diritti fondamentali dell’essere umano debbano rivestire la forma del Decreto Legge, al fine poi di essere doverosamente vagliati dal Parlamento, unico organo dello Stato autorizzato dalla Costituzione a legiferare in quelle materie. Nonostante le critiche sollevate da più parti, il presidente&nbsp;<strong>Giuseppe Conte</strong>&nbsp;prosegue sulla medesima strada, fatta di autoritari Dpcm, di errori, di giravolte e di show televisivi. Fortunatamente, nonostante tanta confusione, gli italiani hanno ben compreso l’utilità di rimanere a casa e, per la prima volta, si fanno previsioni sulla fine della pandemia e sul ritorno alla normalità.</p>



<p>Fin qui il governo, con i provvedimenti adottati al fine di tutelare la salute pubblica ha compresso la libertà di circolazione (art. 13 Cost.) e la libertà di riunione (art.17 Cost.), mentre con l’istituzione di questa nuova task force sembra che ora voglia cimentarsi con la limitazione del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Cost.).</p>



<p>Nonostante tutte le restrizioni che stiamo affrontando dall’inizio del mese scorso, abbiamo continuato a dire o scrivere qualsiasi cosa, esercitando normalmente e pienamente il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.</p>



<p>L’art. 21 della Costituzione stabilisce che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.</p>



<p>Si badi bene, le fake news sono una cosa seria e vanno combattute. Ma come e da chi?</p>



<p>Il nostro ordinamento punisce chi diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi (art. 656 c.p.).</p>



<p>L’ordinamento, però, limita il proprio potere punitivo soltanto a quelle notizie false che possono turbare l’ordine pubblico, quindi non tutte le notizie false, esagerate o tendenziose sono perseguibili.</p>



<p>Questa task force, pertanto, in quale ambito dovrà operare?</p>



<p>Per le notizie false che rientrano nell’ambito dell’art. 656 c.p., la competenza esclusiva è dell’autorità giudiziaria. Per tutte le altre notizie false, esagerate o tendenziose (che non turbano l’ordine pubblico) vige l’ombrello dell’art. 21 della Costituzione.</p>



<p>Certo, se queste notizie producono un danno, chi le diffonde potrà essere chiamato a risarcirlo ma qui entriamo nell’ambito del diritto civile che, come è noto, è nella piena disponibilità delle parti.</p>



<p>La “task force” appena varata –&nbsp;composta da rappresentanti del ministero della Salute, della Protezione civile e dell’Agcom oltre che da una serie di esperti a titolo gratuito, fra cui giornalisti, specialisti della comunicazione e del fact-checking- dovrebbe occuparsi di “combattere le cattive informazioni, che potrebbero indurre a comportamenti scorretti, i quali a loro volta rischierebbero di indebolire le misure di contenimento del contagio in questa fase così delicata”. Un fine solo apparentemente utile che tuttavia apre scenari oscuri.</p>



<p>In che modo opererà questa task force? Che poteri pretenderà di esercitare? Su quale base sarà stabilito quali sono le cattive informazione da censurare?</p>



<p>Appare utile ricordare che nelle ultime settimane le informazioni diramate da Palazzo Chigi e accreditate dalla Rai e dalle maggiori emittenti televisive sono state spesso confuse e contraddittorie, basti ricordare le diatribe sulla utilità/inutilità delle mascherine.</p>



<p>In pratica, è semplice ed umano sbagliare e correggersi ma un governo che inciampa in simili errori, come può pretendere di stabilire quale informazione sia vera e utile e quale da censurare? E poi, si converrà certamente che vi potrebbero essere delle informazioni vere e corrette, che tuttavia “rischierebbero di indebolire le misure di contenimento del contagio in questa fase così delicata”, che fine farebbero queste informazioni? Finirebbero anch’esse sotto la scure censoria di questa nuova task force?</p>



<p>Le notizie false, oggi va di moda usare il termine inglese fake news, quando non raggiungono il rilievo penalistico di cui all’art. 656 c.p. non devono essere combattute da un’autorità statale, perché altrimenti si rischia seriamente di incidere sulla libertà di espressione e di sfociare in uno stato autoritario, bensì devono rimanere sottoposte agli unici arbitri di ultima istanza, il buonsenso e la cultura individuale.</p>



<p>Se il governo vuole veramente combattere le fake news, investa più risorse in cultura, aumenti i fondi per le scuole e le università, regali libri ai nostri giovani, promuova sulle reti Rai programmi di intrattenimento che abbiano anche una funzione culturale.</p>



<p>E poi, non è paradossale che il governo che, per la prima volta nella storia repubblicana, pensa ad una commissione contro le notizie false sia costituito in larga parte e sostenuto da una forza politica che ha fondato il proprio consenso elettorale proprio sull’uso strumentale della fake news, come il M5S?</p>



<p>Basti ricordare solo alcune delle fake news targate M5S: le scie chimiche, i microchip sottopelle infilati dalla Cia, l’uomo che non sarebbe mai andato sulla luna, il pensiero noVax (“i vaccini sono come i marchi delle bestie”, diceva l’ex vicepresidente del Senato&nbsp;<strong>Paola Taverna</strong>).</p>



<p>Ebbene, questo governo è forse il meno attrezzato ed il meno autorevole per potere istituire una simile commissione.</p>



<p><strong>George Orwell,</strong>&nbsp;nel suo profetico romanzo “1984”, faceva lavorare il suo protagonista&nbsp;<strong>Winston Smith</strong>&nbsp;nel Reparto Archivio del ministero della Verità.</p>



<p>Per chi non lo ricordi, nel romanzo di Orwell, il ministero della Verità era stato concepito dal Grande Fratello, che non aspirava al potere per fini egoistici, ma per sviluppare il bene comune, ciò in quanto il popolo era formato da uomini deboli e pavidi, incapaci di reggere la libertà o la verità. Per ovviare a questa incapacità, il Partito aveva stabilito che il popolo doveva essere ingannato in maniera sistematica da individui più forti; il “miniver” (ministero della Verità) confezionava non solo la verità del presente ma, all’occorrenza riscriveva anche la storia, tutto ciò per fare apparire più sostenibile ed accettabile la verità più comoda.</p>



<p>Vedete delle similitudini?</p>



<p>Intanto, consigliamo al presidente Giuseppe Conte e al sottosegretario Andrea Martella di rileggere Orwell, potrebbero trarre ulteriore ispirazione e, dopo il ministero della Verità, introdurre sperimentalmente in Italia l’uso della Neolingua, la lingua creata da Orwell ad hoc per rendere il popolo felice.</p>



<p>Tanto a che serve la libertà se c’è la felicità?</p>



<p>Articolo pubblicato su <a href="https://formiche.net/2020/04/fake-news-task-force-orwell/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Formiche.net</a></p>



<p></p>
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