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	<title>Senza categoria Archivi - Andrea Pruiti</title>
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	<description>A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire</description>
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	<title>Senza categoria Archivi - Andrea Pruiti</title>
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		<title>Prime riflessioni sul DDL “Scudo Democratico”</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 19:16:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Tutela della democrazia” o minaccia alla libertà? Il Disegno di Legge “Scudo Democratico”, proposto dai senatori Lombardo, Calenda, Richetti e Rosato, tutti di Azione, si propone di difendere il sistema elettorale italiano da interferenze esterne e campagne di disinformazione. Un proposito nobile sulla carta, ma che, letto tra le righe del DDL, solleva questioni spinose: [&#8230;]</p>
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<p><strong>“Tutela della democrazia” o minaccia alla libertà?</strong></p>



<p>Il Disegno di Legge “Scudo Democratico”, proposto dai senatori Lombardo, Calenda, Richetti e Rosato, tutti di Azione, si propone di difendere il sistema elettorale italiano da interferenze esterne e campagne di disinformazione. Un proposito nobile sulla carta, ma che, letto tra le righe del DDL, solleva questioni spinose: chi decide cosa è vero e cosa è falso? E soprattutto, chi vigila sui controllori?</p>



<p>Il rischio che questo provvedimento possa tradursi in un bavaglio all’informazione è tutt’altro che teorico. Nella storia recente abbiamo assistito a numerosi esempi in cui strumenti pensati per “proteggere” la democrazia si sono trasformati in strumenti di censura, soffocando il dissenso e alterando il libero mercato delle idee.&nbsp;<strong>La democrazia non si difende limitando la libertà d’espressione, ma garantendo il pluralismo e il confronto critico</strong>.</p>



<p><strong>La sottile linea tra tutela e censura</strong></p>



<p>Il DDL introdurrebbe un “comitato di analisi” che, in collaborazione con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), avrebbe il compito di monitorare e, se necessario, etichettare o rimuovere contenuti ritenuti fuorvianti. Ma chi stabilisce il confine tra un’opinione controversa e una notizia falsa? E chi garantisce che questo non si trasformi in un meccanismo di selezione delle informazioni favorevoli a chi è al potere?</p>



<p>L’AGCOM, a sua volta, avrebbe poteri di supervisione e di sanzione nei confronti delle aziende che non implementino le misure richieste. Questo solleva un’altra questione critica: è opportuno affidare a un’agenzia amministrativa poteri così estesi nella regolamentazione dell’informazione politica? Il rischio evidente è che le decisioni dell’AGCOM potrebbero essere influenzate da pressioni politiche, creando una pericolosa commistione tra regolazione e controllo dell’opinione pubblica.</p>



<p>Come scriveva George Orwell in&nbsp;<em>1984</em>, “La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Concesso questo, tutto il resto ne consegue”. Il pericolo di delegare a un’autorità il compito di determinare ciò che può o non può essere discusso è che, a lungo termine, la verità diventi solo quella sancita dall’alto.</p>



<p><strong>Le distorsioni nel mercato dell’informazione</strong></p>



<p>Un altro elemento critico riguarda il ruolo delle piattaforme digitali. Queste, secondo il DDL, sarebbero obbligate a conformarsi ai criteri stabiliti dai comitati di analisi, introducendo filtri, avvisi e persino la rimozione preventiva dei contenuti ritenuti “pericolosi”. Questo non solo crea un sistema di controllo pervasivo, ma altera anche il mercato dell’informazione.</p>



<p>Luigi Einaudi, nelle sue “Prediche inutili”, ammoniva: “Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”, evidenziando come il buon funzionamento della democrazia dipenda dall’accesso a informazioni plurali e non filtrate da una mano invisibile. Imporre regole troppo rigide sui contenuti digitali significa consegnare ai grandi attori della rete, ma anche -come nel caso di questo DDL- all’apparato governativo, un potere assoluto e arbitrario, soffocando il vero giornalismo e soprattutto le voci critiche. I social media, già oggi soggetti a logiche algoritmiche che premiano la viralità rispetto alla qualità, potrebbero paradossalmente diventare strumenti di controllo piuttosto che di dibattito.</p>



<p><strong>Le cause di invalidità delle elezioni: una pericolosa estensione</strong></p>



<p>Un aspetto particolarmente critico del DDL è la possibilità di sospendere o annullare le elezioni in caso di “ingerenza esterna” accertata. Una misura estrema che solleva domande allarmanti: chi decide quando un’elezione è stata “compromessa”? Quale sarebbe il livello di “compromissione accettabile”? Con quali criteri si stabilisce che la volontà popolare sia stata alterata al punto da invalidarla?</p>



<p>La normativa vigente già prevede che un’elezione possa essere annullata in presenza di&nbsp;<strong>irregolarità gravi</strong>&nbsp;che incidano direttamente sulla libertà di voto, come&nbsp;<strong>brogli elettorali, coercizione degli elettori o manipolazione dei risultati</strong>. In particolare, per quanto concerne le elezioni politiche, la&nbsp;<strong>Camera e il Senato</strong>&nbsp;giudicano sulla validità dell’elezione dei propri membri attraverso le rispettive&nbsp;<strong>Giunte delle Elezioni</strong>, che possono invalidare il risultato; per ciò che riguarda le elezioni europee, invece, si può presentare ricorso al&nbsp;<strong>TAR</strong>, che può annullare l’elezione in caso di gravi violazioni. Le decisioni del TAR sono sempre sottoponibili al vaglio del&nbsp;<strong>Consiglio di Stato</strong>.</p>



<p>Inoltre, l’Ordinamento prevede alcuni reati, disciplinati dal Codice Penale, come “Frode elettorale” (art. 96 c.p.); “Violenza o minaccia contro elettori” (art. 97 c.p.); “Corruzione elettorale” (art. 98 c.p.). In caso di accertamento di gravi illeciti, un’elezione può essere annullata su disposizione della magistratura.</p>



<p>Tuttavia, queste cause di invalidità richiedono fatti concreti e dimostrabili che abbiano compromesso in modo sostanziale la regolarità del voto e che vengono accertati attraverso ricorsi amministrativi, procedimenti penali per reati elettorali o decisioni delle Giunte parlamentari. In tutti i casi tutte le parti godono pienamente del diritto di difesa previsto dall’art. 24 della Costituzione.</p>



<p>Il DDL, invece, introduce un concetto più vago: la propaganda preelettorale potrebbe diventare un motivo di sospensione delle consultazioni elettorali o di contestazione del voto già espresso. Questo è estremamente rischioso, poiché la propaganda politica è per sua natura un campo caratterizzato da toni accesi, strategie persuasive e talvolta da informazioni volutamente parziali o di parte. Se si conferisse a un’autorità il potere di decidere ex ante o peggio ex post, che un certo livello di propaganda possa giustificare l’annullamento del voto, si rischierebbe di scivolare in una zona grigia pericolosa, dove la distinzione tra “influenza indebita” e normale dibattito democratico diventa ambigua. Già oggi esistono regole per disciplinarla, ma esse non incidono sulla validità dell’elezione.</p>



<p>Estendere il concetto di “inquinamento del processo elettorale” fino a ricomprendere anche la disinformazione, potrebbe portare a contese infinite e un’instabilità politica cronica, con il rischio che qualunque elezione possa essere contestata e annullata con il pretesto di una campagna ritenuta scorretta.</p>



<p><strong>L’insidia della pena detentiva e la possibile strumentalizzazione</strong></p>



<p>Il DDL in commento per chiunque compia attività di&nbsp;<strong>disinformazione</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>ingerenza esterna</strong>&nbsp;volte ad alterare la competizione politica o a compromettere l’integrità del processo democratico prevede una sanzione amministrativa particolare alta (da 50.000 a 20 milioni di euro) e la&nbsp;<strong>reclusione da uno a sei anni</strong>.</p>



<p>L’applicazione di pene detentive superiori a cinque anni implica la possibilità di utilizzare strumenti investigativi come le intercettazioni telefoniche e telematiche. Se la disinformazione viene considerata un reato grave, è plausibile se non probabile che le autorità possano ricorrere a intercettazioni per individuare i responsabili. Tuttavia, questo non può non sollevare questioni di proporzionalità e tutela della privacy, soprattutto se l’ambito di applicazione della norma resta vago.</p>



<p><strong>Il vero scudo democratico è il pluralismo</strong></p>



<p>La lotta alla disinformazione è cruciale, ma il modo in cui viene combattuta fa la differenza tra una democrazia sana e un sistema repressivo. Un DDL come quello paradossalmente intitolato “Scudo Democratico”, sebbene animato da buone intenzioni, rischia di aprire la strada a forme di censura istituzionalizzate e terribilmente pervasive.</p>



<p>Piuttosto che creare comitati di controllo con poteri discrezionali, sarebbe più utile investire in&nbsp;<strong>educazione civica e alfabetizzazione digitale</strong>, fornendo ai cittadini gli strumenti per riconoscere la disinformazione in autonomia. Un’informazione libera e pluralista è il miglior antidoto contro la propaganda.</p>



<p>Come affermava Einaudi, supportato dal pensiero di John Milton e John Stuart Mill: “Il mercato delle idee deve rimanere aperto, perché solo il confronto e la libertà possono generare progresso e verità”. Se vogliamo davvero difendere la democrazia, dobbiamo assicurarci che ogni voce possa essere ascoltata, non che alcune vengano silenziate per decreto o, peggio, per decisione di comitati.</p>



<p><em>di Andrea Pruiti Ciarello<br>avvocato, consigliere di amministrazione della Fondazione Luigi Einaudi</em></p>



<p>Articolo originale pubblicato su <a href="https://www.centrostudilivatino.it/prime-riflessioni-sul-ddl-scudo-democratico/">Centro Studi Rosario Livatino</a></p>



<p>ripubblicato anche sul sito della <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/prime-riflessioni-sul-ddl-scudo-democratico/">Fondazione Luigi Einaudi ETS</a></p>



<p></p>
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		<title>Addio Lorenzo Infantino</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 22:49:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scomparsa di Lorenzo Infantino segna una grave battuta d’arresto per l’evoluzione del pensiero liberale italiano. Lo conobbi personalmente soltanto all’inizio del 2016, quando con Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone ci imbarcammo in quel visionario progetto di rilancio della Fondazione Luigi Einaudi, che non saremmo riusciti a portare avanti, senza il supporto imprescindibile del Maestro [&#8230;]</p>
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<p>La scomparsa di Lorenzo Infantino segna una grave battuta d’arresto per l’evoluzione del pensiero liberale italiano.</p>



<p>Lo conobbi personalmente soltanto all’inizio del 2016, quando con Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone ci imbarcammo in quel visionario progetto di rilancio della Fondazione Luigi Einaudi, che non saremmo riusciti a portare avanti, senza il supporto imprescindibile del Maestro Infantino. Fin da subito rimasi folgorato dall’estrema intelligenza, dalla lucidità del pensiero e dalla straordinaria cultura di Lorenzo Infantino.</p>



<p>Ho avuto il privilegio di essergli amico e grazie a lui sono divenuto consapevole dell’enorme debito che il liberalismo mondiale ha maturato nei confronti di intellettuali come Ludwig von Mises e Friedrich August von Hayek, senza i quali il pensiero liberale sarebbe rimasto un polveroso simulacro del passato.</p>



<p>Lorenzo Infantino è stato un gran Signore, un gran Signore del Sud, legato com’era alla sua Calabria e alla provincia di Messina, lui che il Sud lo lasciò giovanissimo per studiare e lavorare ma che si portò sempre dentro il cuore, quale attitudine dello spirito.</p>



<p>Chi ha avuto il privilegio di frequentarlo, sa che il Professor Infantino quando voleva esprimere un giudizio sintetico e positivo su una persona, diceva semplicemente: “è una persona seria”. La serietà, il rigore interiore ed esteriore, la rigidità del giudizio, prima di tutto verso sé stesso, erano le caratteristiche immediatamente riconoscibili di Lorenzo.</p>



<p>Le sue giornate erano scandite da un costante lavoro intellettuale, fatto di metodo e volontà, grazie al quale la Sua Opera è stata riconosciuta e apprezzata all’estero ancor più e ancor prima che in Italia.</p>



<p>Ci eravamo sentiti telefonicamente poco più di una settimana fa, avevamo parlato dell’ultimo libro che stava terminando, sul totalitarismo; mi aveva promesso che lo avremmo presentato a Catania e a Villa Piccolo, a Capo d’Orlando (Me), nella prossima estate. E poi mi aveva parlato di altri progetti, molti altri, che avrebbe voluto realizzare.</p>



<p>Grazie Lorenzo, mancherai moltissimo.</p>
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		<title>&#8220;Perché serve una nuova legge elettorale proporzionale&#8221; di Luigi Capolupo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 18:03:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale proporzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime elezioni, svoltesi per eleggere i rappresentanti in molti comuni italiani e nella regione Calabria, si è notato in modo evidente la scarsa affluenza alle urne da parte dei cittadini interessati, eppure si votava in citta importanti come Milano, Roma, Torino, Napoli e per una regione con gravi problemi strutturali. Bisogna fare di tutto [&#8230;]</p>
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<p>Nelle ultime elezioni, svoltesi per eleggere i rappresentanti in molti comuni italiani e nella regione <strong>Calabria</strong>, si è notato in modo evidente la scarsa affluenza alle urne da parte dei cittadini interessati, eppure si votava in citta importanti come <strong>Milano, Roma,</strong> <strong>Torino, Napoli</strong> e per una regione con gravi problemi strutturali.</p>



<p>Bisogna fare di tutto per coinvolgere nuovamente i cittadini alla partecipazione dell&#8217;attività amministrativa, evitando i facili populismi e soprattutto evitando argomenti “compiacenti” per raccattare qualche voto, ma che rischiano il delegittimare delle istituzioni.</p>



<p>Bisogna riflettere molto, perché dopo il taglio dei parlamentari, avvenuto nell&#8217;enfasi popolare, può crearsi un vuoto partecipativo.</p>



<p>La legge sulla riduzione dei parlamentari è stata approvata definitivamente nell&#8217;ottobre del 2019, il referendum confermativo si è svolto nel settembre 2020, grazie alla richiesta di 63 senatori la maggior parte (41) di Forza Italia, senza i quali non ci sarebbe stato nemmeno il referendum.</p>



<p>I <strong>sì </strong>hanno vinto con poco meno del 70% dei votanti, ma da allora nessuna notizia sulla legge elettorale, per come si era promesso, proporzionale e preferenze.</p>



<p>La questione si pone perché nel frattempo sono successe altre cose molto importanti dal punto di vista politico partecipativo:</p>



<p><strong>È stato eletto segretario del PD Enrico Letta </strong>in modo del tutto legittimo,<strong> </strong>ma senza passare<strong> </strong>dalle primarie.<strong></strong></p>



<p><strong>È stato votato presidente dei 5S Giuseppe Conte</strong>, con il seguente<strong> </strong>quesito sulla piattaforma<strong> “Sei favorevole all&#8217;elezione del prof. Giuseppe Conte alla carica di presidente?”</strong></p>



<p>Tutto legittimo anche qua, ma nessuna possibilità di scelta.</p>



<p>Senza dimenticare la formazione dell&#8217;attuale governo, che si identifica principalmente nella figura del presidente Draghi, riconosciuta da tutti, ma pone la questione della classe dirigente dei partiti.</p>



<p>Per tutto ciò, possiamo chiedere al governo che si impegni per una legge elettorale proporzionale con le preferenze, come si vota per eleggere i rappresentanti al parlamento europeo.</p>



<p>Luigi Capolupo</p>
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		<title>Online su RaiScuola tutte le relazioni del Festival della Diplomazia 2020</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2021/01/06/online-su-raiscuola-tutte-le-relazioni-del-festival-della-diplomazia-2020/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 12:22:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[andrea pruiti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pruiti Ciarello]]></category>
		<category><![CDATA[festival della diplomazia 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è anche l'intervento di Andrea Pruiti Ciarello su Gaetano Martino, inserito su RaiScuola.rai.it tra i contenuti formativi messi a disposizione del portale culturale della rai, tratti dai contenuti del Festival della Diplomazia 2020.</p>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2021/01/06/online-su-raiscuola-tutte-le-relazioni-del-festival-della-diplomazia-2020/">Online su RaiScuola tutte le relazioni del Festival della Diplomazia 2020</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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<p>C&#8217;è anche l&#8217;intervento di Andrea Pruiti Ciarello su Gaetano Martino, inserito su RaiScuola.rai.it tra i contenuti formativi messi a disposizione del portale culturale della rai, tratti dai contenuti del Festival della Diplomazia 2020.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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http://www.raiscuola.rai.it/articoli/le-lezioni-di-diplomacy-del-festival-della-diplomazia/46217/default.aspx?fbclid=IwAR2oD9z5rmbxoxi6OQy_46C4hIMz0E4HRxezVdytnktDBLA0K4cAa4JuiR4
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<p>Il&nbsp;<a href="https://festivaldelladiplomazia.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival della Diplomazia</a>, che si è svolto dal 19&nbsp;al 30 ottobre 2020, ha dedicato grande spazio alla scuola, attraverso le&nbsp;<strong>Lezioni di Diplomacy&nbsp;</strong>che ogni giorno&nbsp;sul diplo-channel One<strong>,</strong>&nbsp;hanno offerto&nbsp;spunti da approfondire nelle materie di Storia, Filosofia, Economia, Geografia, Storia della Diplomazia, lotta alle diseguaglianze, letteratura e politica, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, l&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università LUISS Guido Carli, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Università degli Studi Guglielmo Marconi, la Fondazione Luigi Einaudi, l’Associazione Diplomatici a riposo, la Società Geografica e la World Bank.</p>



<p><strong>Di seguito i link alle videolezioni, divise per materia.</strong></p>



<p><br><strong>Letteratura e politica – la Repubblica del mondo (a cura di Michele Gerace – Scuola della complessità)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/BIge2WFMlvM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La storia del mondo in 12 mappe di Jerry Brotton</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/Qdz8wJFeQrE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terra e mare di Carl Schmitt&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://https//www.youtube.com/embed/7DHSfwNKQsI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La matematica è politica</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://https//www.youtube.com/embed/3jw2L5PUI5w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Città dell’uomo di Adriano Olivetti&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://www.youtube.com/embed/3jw2L5PUI5w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Una costituente per l’Europa di Simone Weil</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://%20https//www.youtube.com/embed/gVKER-2QkI0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo scrittoio del presidente di Luigi Einaudi&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/QvSBqVbZDJM%C2%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Costituzione del mondo di Giuseppe Antonio Borgese</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<p><strong>Filosofia (a cura della Fondazione Einaudi)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/jPTiCHgvRO8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Camillo Benso Conte di Cavour (a cura di Rocco Todero)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/Y2Vw20xMnn8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luigi Einaudi (a cura di Lorenzo Infantino)</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/qQecNH5GZ-M" target="_blank" rel="noreferrer noopener">James M. Buchanan (a cura di Emma Galli)</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EzMu9pSiCIE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Malagodi (a cura di Giuseppe Benedetto)</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/KvNxyJIE54k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ernesto Rossi (a cura di Davide Giacalone) &nbsp;</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/QmX_orUQN7w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marco Pannella (a cura di Giulio Terzi di Sant’Agata)</a>&nbsp;<br>•&nbsp; &nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Lr2J15YfwQc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gaetano Martino ( a cura di Andrea Pruiti Ciarello)</a></p>



<p><strong>Economia (con il contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore)</strong><br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/3wWSPjcF2YA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Fra Stato e Mercato: collaborazione e competizione tra imprese pubbliche e private (a cura di Gianpiero Fumi)</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://%20https//www.youtube.com/embed/nlHeGEq29zo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Partenariato Pubblico-Privato: nuovi modelli gestionali per i servizi pubblici (a cura di Stefano Villa)</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/-32s-HzUckE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Green economy: modelli di impresa per uno sviluppo sostenibile ( a cura di Valeria Belvedere)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/4A2E0fbycpA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;I fondi europei per la ripresa: dal MES a Next Generation EU (a cura di Gilberto Turati)</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/47XAC6mA4RY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I numeri e l’economia dell’immigrazione (a cura di Luca Salmasi)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/dBeMdnajX6M" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Economia e Big Data: i modelli della pandemia (a cura di Giuseppe Arbia)</a><br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/5MWKTVTX3ws" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;I sistemi sanitari alla prova del Covid-19 (a cura di Americo Cicchetti)</a></p>



<p><strong>Storia&nbsp;</strong><strong>(con il contributo della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre e in particolare a cura di Leopoldo Nuti)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="http://%20https//www.youtube.com/embed/sKjhPV_2tIQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Congresso di Vienna</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/YB5AaDVTTNA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il sistema Bismarckiano</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/WqRyXEBbM84" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il patto di Versailles&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/WkLbjEsKk_o" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La conferenza di Yalta</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Geografia (con la collaborazione della Società Geografica Italiana)</strong><br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/tzTp9y_MCp0%C2%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Introduzione Studi Geografici e Presentazione Società Geografica Italiana (a cura di Claudio Cerreti) &nbsp;</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/9IdULwr3s08" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografia e cartografia (a cura di Teresa Amodio)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/GrjwzI7NzhM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografia delle migrazioni (a cura di Flavia Cristaldi)&nbsp;</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/aOVx7uJsHZA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografia della popolazione (a cura di Alfonso Giordano)</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/6r3Pw36v0Qw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geopolitica e geografia (a cura di Giuseppe Bettoni)</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/G4fMip9l0cs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografia dell’ambiente ( a cura di Antonio Ciaschi</a>) &nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/G4fMip9l0cs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografia e innovazione (a cura di Gianluca Casagrande)</a>&nbsp;&nbsp;</p>



<p><br><strong>Nascita e sviluppo del nazionalismo italiano (in collaborazione con l’Università degli Studi Guglielmo Marconi)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/SFgfxp-dkBU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La nascita del nazionalismo (a cura di Maurizio Serio)</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/13lyEruUSZs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’Italia dal 1914 al 1918 (a cura di Andrea Ungari)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/TGPcHMzOs58" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il nazionalismo come causa effetto del primo conflitto mondiale (a cura di Maurizio Serio)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/Iog7O9OYMxc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’Italia dal 1919 al 1929 (a cura di Andrea Ungari)&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EXLp1Ukjdfo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il fascismo e la ricerca della politica assoluta (a cura di Maurizio Serio)&nbsp;</a>&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/zRzlLQZ3Tsk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Esperienze italiane d&#8217;arte e d&#8217;artisti nel Ventennio fascista (a cura di Viviana Rubichi)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/9NZLtX2gSqo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sacralizzazione della nazione e mobilitazione popolare (a cura di Maurizio Serio) &nbsp;</a></p>



<p><strong>Storia della diplomazia italiana (in collaborazione con ASSDIPLAR)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/VbOLvKWpSqo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’Unione Europea e l’Italia (a cura di Giuseppe Pannocchia)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/VgSIEHDawl8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La migrazione italiana (a cura di Adriano Benedetti)</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/5PcOBn1awoo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il concetto di multilateralismo (a cura di Daniele Verga)</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/a3uXSFtcXXQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I diplomatici italiani che salvarono gli ebrei (a cura di Stefano Baldi)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/PDhBkRefCWM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’unità di crisi (a cura di Stefano Ronca)&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Disuguaglianze in pillole (a cura di Carmine Soprano &#8211; World Bank Group)</strong><br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/c1W2RboT0y0%C2%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Il mondo di oggi è il migliore e il più diseguale di sempre</a><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=goydrpCcua4&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disuguaglianze di reddito: indice Gini ed elefante Milanovic</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/nxIB-iqoX6E" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disuguaglianze educative</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/Bd2851VRCnA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disuguaglianze sanitarie e logistiche</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/ANAfuBLFDfA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Possibili soluzioni di policy/1: disuguaglianze di reddito</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/Dm8ggxMSOCE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Possibili soluzioni di policy/2: altre disuguaglianze</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<p><br><strong>Le sfide della politica estera (contributi realizzati con la collaborazione della LUISS)</strong><br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/idccN-2LIhM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le sfide dell’Europa (a cura di Sergio Fabbrini)&nbsp;</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/hwRzNdZzmRg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le sfide della politica estera Europea (a cura di Maria Giulia Amadio)</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/rmOsdYMM_o4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le sfide della politica di difesa Europea (a cura di Antonio Calcara)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/u7bbRr9GU-Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’Unione Europea e le sfide alla sua identità (a cura di Mark Thatcher)</a>&nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp; &nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/hCMc98tTFqo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le sfide cinesi (a cura di Silvia Menegazzi)</a>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/embed/hCMc98tTFqo%C2%A0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Le sfide dell’ordine mondiale (a cura di Raffaele Marchetti)</a></p>
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		<title>Iniziativa di solidarietà della Sipafer s.p.a.</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2020/11/29/iniziativa-di-solidarieta-della-sipafer-s-p-a/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 12:34:38 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2020/11/ServizioTg2_26112020_Sipafer_AspMessina.mov"></video></figure>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="mOeIKi08ba"><a href="https://www.nebrodinews.it/la-sipafer-mette-a-disposizione-dellasp-un-complesso-residenziale/">La Sipafer mette a disposizione dell&#8217;ASP un complesso residenziale</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La Sipafer mette a disposizione dell&#8217;ASP un complesso residenziale&#8221; &#8212; Nebrodi News" src="https://www.nebrodinews.it/la-sipafer-mette-a-disposizione-dellasp-un-complesso-residenziale/embed/#?secret=mOeIKi08ba" data-secret="mOeIKi08ba" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Convegno &#8220;La risposta italiana alla pandemia. I DPCM e lo Stato di emergenza&#8221; del 28 agosto 2020, ore 18:00, organizzato da European Law Students&#8217; Association Perugia (ELSA Perugia)</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2020/09/02/convegno-la-risposta-italiana-alla-pandemia-i-dpcm-e-lo-stato-di-emergenza-del-28-agosto-2020-ore-1800-organizzato-da-european-law-students-association-perugia-elsa-perugia/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 10:55:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2020/09/02/convegno-la-risposta-italiana-alla-pandemia-i-dpcm-e-lo-stato-di-emergenza-del-28-agosto-2020-ore-1800-organizzato-da-european-law-students-association-perugia-elsa-perugia/">Convegno &#8220;La risposta italiana alla pandemia. I DPCM e lo Stato di emergenza&#8221; del 28 agosto 2020, ore 18:00, organizzato da European Law Students&#8217; Association Perugia (ELSA Perugia)</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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<figure><iframe loading="lazy" width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/614232/iframe?i=4165287" allowfullscreen=""></iframe></figure>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2020/09/02/convegno-la-risposta-italiana-alla-pandemia-i-dpcm-e-lo-stato-di-emergenza-del-28-agosto-2020-ore-1800-organizzato-da-european-law-students-association-perugia-elsa-perugia/">Convegno &#8220;La risposta italiana alla pandemia. I DPCM e lo Stato di emergenza&#8221; del 28 agosto 2020, ore 18:00, organizzato da European Law Students&#8217; Association Perugia (ELSA Perugia)</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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		<title>Partito Radicale: trasmissione autogestita a cura di Diego Sabatinelli</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2020/09/02/partito-radicale-trasmissione-autogestita-a-cura-di-diego-sabatinelli/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 09:35:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[tagliodeiparlamentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>dal minuto 36:52 intervento del Coordinatore Nazionale dei Comitati noiNO avv. Andrea Pruiti Ciarello</p>
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<p>dal minuto 36:52 intervento del Coordinatore Nazionale dei Comitati noiNO avv. Andrea Pruiti Ciarello</p>



<figure><iframe loading="lazy" width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/613964/iframe?p=0&amp;s=2213&amp;t=2833&amp;f=0" allowfullscreen=""></iframe></figure>
<p>The post <a href="https://www.andreapruiti.eu/2020/09/02/partito-radicale-trasmissione-autogestita-a-cura-di-diego-sabatinelli/">Partito Radicale: trasmissione autogestita a cura di Diego Sabatinelli</a> appeared first on <a href="https://www.andreapruiti.eu">Andrea Pruiti</a>.</p>
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		<title>&#8220;C&#8217;è chi dice no! al taglio della democrazia&#8221; &#8211; Apertura della campagna del Partito Radicale contro il taglio dei parlamentari &#8211; Radio Radicale 15 agosto 2020</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 09:30:53 +0000</pubDate>
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		<title>Servizio del TG4 del 02 agosto 2020, ore 19.00</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2020 18:01:05 +0000</pubDate>
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		<title>Trascrizione dell&#8217;intervento sull&#8217;art. 18 della Costituzione Italiana.</title>
		<link>https://www.andreapruiti.eu/2019/01/09/trascrizione-dellintervento-sullart-18-della-costituzione-italiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 19:04:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Trascrizione dell&#8217;intervento dell&#8217;Avv. Andrea Pruiti Ciarello sull&#8217;art. 18 della Costituzione Italiana, nell&#8217;ambito del convegno &#8220;Liberi di associarsi&#8221;, organizzato dal Grande Oriente d&#8217;Italia, con il patrocinio dell&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, a Palermo il 9/01/2019 nella Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni (Palermo). Sono trascorsi quasi novecento anni dal momento in cui il parlamento siciliano divenne, primo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trascrizione dell&#8217;intervento dell&#8217;Avv. <strong>Andrea Pruiti Ciarello</strong> sull&#8217;art. 18 della Costituzione Italiana, nell&#8217;ambito del convegno &#8220;Liberi di associarsi&#8221;, organizzato dal Grande Oriente d&#8217;Italia, con il patrocinio dell&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, a Palermo il 9/01/2019 nella Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni (Palermo).</p>
<p>Sono trascorsi quasi novecento anni dal momento in cui il parlamento siciliano divenne, primo tra tutti gli stati europei, moderno strumento di amministrazione del regno, somma assise deliberativa e regolatoria dei rapporti civili, esempio di innovazione politica ed amministrativa e ritrovarsi oggi, in questo luogo così significativo, a parlare della Costituzione Italiana e, in particolare, del diritto di associarsi liberamente, sancito dall’art.18, potrebbe sembrare quasi un vuoto esercizio retorico.</p>
<p>Così non è, però, i fatti dimostrano che occorre impegnarsi nel dare corpo alle fredde norme costituzionali, perché quelli che sembrano diritti inviolabili dell’uomo corrono quotidianamente il rischio di essere gettati nell’oblio o di essere calpestati. Tale rischio cresce al crescere del disinteresse dei giovani alla politica, cresce al crescere della demagogia e del populismo nella retorica politica, cresce quando il rigore normativo cede il passo alla ricerca pervicace ed indiscriminata del consenso.</p>
<p>Ci si trova quindi a discutere dell’effettività del diritto di associazione, giacché lo scorso 4 ottobre 2018, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la <strong>Legge Regionale n.18/2018</strong>, la quale per un perverso scherzo del destino, va a intaccare proprio quel diritto che l’art.18 della Costituzione riconosce e garantisce.</p>
<p>La nostra bella Costituzione prevede che “<strong><em>I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale</em></strong>”. Questo testo, apparentemente semplice, esprime in realtà tutta la polemica e la frustrazione del popolo italiano, contro la censura fascista. Durante il regime dittatoriale, proprio la libertà di associazione, subì una drastica compressione.</p>
<p>L’Assemblea Costituente, nel redigere quel testo ancora oggi vigente, deliberò di dare alla libertà di associazione, la formulazione più ampia possibile di libertà positiva, cioè quella di essere riconosciuta all’interno dell’Ordinamento con il minore intervento potestativo dello Stato. Così il testo base sul quale lavorarono i deputati della I sottocommissione, ovvero “<em>I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione preventiva, per scopi che non contrastino con le leggi penali e con le libertà garantite dalla Costituzione</em>” subì delle censure e delle profonde modificazioni, al fine di rendere quanto più ampio possibile il diritto di associarsi.</p>
<p>L’Aggettivo “preventiva”, dopo la locuzione “senza autorizzazione”, fu fortemente censurato dall’<strong>On. Roberto Lucifero d’Aprigliano</strong> (monarchico e liberale) che propose di sopprimerlo, giudicandolo limitativo, poiché poteva fare pensare che il legislatore, pur non potendo imporre autorizzazioni preventive, ne potesse tuttavia imporre di successive alla costituzione della associazione.</p>
<p>La parte finale del primo comma, ovvero quella che prevedeva che la libertà di associazione dovesse essere riconosciuta per scopi che non contrastino “con le libertà garantite dalla Costituzione” fu proposta dall’<strong>On.le Giorgio La Pira</strong>, Democratico Cristiano, con il supporto del collega di partito <strong>On.le Aldo Moro</strong>, il quale proponeva come variante di specificare “libertà democratiche” ma, paradossalmente, anche tale formulazione si prestava ad interpretazioni restrittive della libertà di associazione. L’<strong>On.le Elio Basso</strong>, avvocato e socialista, criticò aspramente la proposta dei colleghi democristiani perché tra le libertà che la Costituzione garantisce vi è il diritto di proprietà (art.42) e subordinare la libertà di associazione al rispetto delle libertà garantite dalla Costituzione, avrebbe potuto in qualche modo limitare il diritto di associazione di movimenti politici come il partito socialista ed il partito comunista, i quali avevano una concezione non liberale della proprietà privata e “si riunivano per ridurla o vietarla” (cit. On.le Basso). Quella formulazione, pertanto, si poteva prestare ad abusi, consentendo astrattamente di vietare le riunioni dei partiti socialista e comunista, prendendo a pretesto un contrasto, vero o presunto, con le libertà garantite dalla Costituzione.</p>
<p>Alla fine, la I sottocommissione dell’Assemblea Costituente esitò il testo che noi oggi conosciamo, respingendo tanto la proposta dell’On.le La Pira, quanto l’emendamento dell’On.le Moro, al fine di non restringere in nessun modo la libertà di associazione; sul punto l’<strong>On.le Pietro Mancini</strong>, socialista, fece osservare che “il concetto di libertà è il concetto informatore di tutta la nostra Costituzione”.</p>
<p>Quel testo venne poi approvato dall’Assemblea Costituente senza nessuna modifica o integrazione.</p>
<p>La portata escatologica dei principi generali sanciti dal primo comma, trova un argine nel secondo comma del medesimo art.18, il quale nel testo vigente prescrive: “<em>Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare</em>”.</p>
<p>Gli On.li La Pira e Basso proposero di vietare “le associazioni segrete a carattere militare” ma l’On.le Mancini fece osservare che costituire un’associazione segreta a carattere militare era già vietato dall’Ordinamento Penale e che sarebbe stato più opportuno attribuire alla norma un carattere politico e propose di integrare il lemma con “<em>carattere militare <strong>fascista</strong></em>”. L’<strong>On.le Concetto Marchesi</strong>, accademico, socialista, catanese, si espresse in modo quasi vaticinante, rilevando che il fascismo tende a rispuntare sotto altre denominazioni e, pertanto, la formulazione proposta dal collega Mancini non sarebbe stata sufficiente allo scopo.</p>
<p>L’attuale formulazione la dobbiamo all’iniziativa dell’On.le Moro e dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meuccio_Ruini"><strong>On.le Meucio Ruini</strong></a>, i quale ebbero la lungimiranza di evitare specifiche attribuzioni di carattere politico, che di fatto avrebbero limitato la portata generalista della norma.</p>
<p>L’altro limite, imposto dal secondo comma dell’art.18 della Costituzione è quello relativo alla proibizione delle associazioni segrete.</p>
<p>L’aggettivo “segreta”, privo di una precisa delineazione d’ambito, generò un vivace dibattito nella I sottocommissione; l’<strong>On.le Ugo Della Seta</strong> propose all’Assemblea un emendamento chiarificatore: segrete sono da considerarsi quelle associazioni che celano la propria sede, non compiono atti pubblici e celano i principi che professano.</p>
<p>Quell’emendamento non venne approvato ma trovò sostegno da parte dell’On.le Lucifero d’Aprigliano, il quale riconobbe che, senza quelle specificazioni, sarebbero stati possibili arbitrî successivi nell’interpretazione della norma costituzionale.</p>
<p>Termina qui l’analisi dell’art.18 e della sua genesi, utile a comprendere l’estrema sensibilità dei membri dell’Assemblea Costituente e dell’importanza centrale e baricentrica della libertà di associazione nell’impianto costituzionale.</p>
<p>Tale libertà, nella sua applicazione pratica, trova sostegno anche nell’art.3 della Costituzione, ove viene esposto il principio di non discriminazione.</p>
<p>La libertà di associarsi liberamente ed il diritto di non essere discriminati, trovano un’ulteriore affermazione negli artt. 11 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, firmata a Roma il 4 novembre 1950, dai 12 stati al tempo membri del Consiglio d’Europa.</p>
<p>La Legge Regionale 18/2018 limita il diritto di associarsi liberamente e di non essere discriminati per avere legittimamente esercitato quel diritto sociale?</p>
<p>A parere degli <strong>On.li Catalfamo</strong> e <strong>Lo Curto</strong> e anche secondo il sottoscritto, tale limitazione sussiste drammaticamente.</p>
<p>Nella storia recente, l’appartenenza alla massoneria o, in termini giuridici, l’iscrizione ad una associazione massonica è stata oggetto d’attenzione di parecchie norme regionali:</p>
<ol>
<li>R. Friuli Venezia Giulia 15 febbraio 2000, n.1, che modifica ed integra la L.R. 23 giugno 1978, n.75;</li>
<li>R. Marche 1 dicembre 2005, n.27;</li>
<li>R. Marche 5 agosto 1996, n.34;</li>
<li>R. Toscana 29 agosto 1983, n.68;</li>
<li>R. Toscana 6 novembre 2012, n.61;</li>
<li>R. Toscana 5 giugno 2017, n.26.</li>
</ol>
<p>Due di queste sono state impugnate dal Grande Oriente d’Italia innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, per entrambe le leggi delle regioni Friuli e Marche, la Corte Europea ha accolto il ricorso e condannato lo Stato Italiano, dichiarando le norme impugnate violative dei diritti di libertà di associazione e di non discriminazione.</p>
<p>La Corte, in casi come quelli, procede con il verificare se c’è stata un’ingerenza dello stato nel godimento del diritto in questione; se il vaglio è positivo successivamente valuta se detta ingerenza è giustificata o meno. Il giudizio sulla giustificabilità dell’ingerenza si basa sulla previsione di Legge, sulla finalità legittima di tale legge e sulla valutazione se quell’ingerenza sia <strong>necessaria</strong> in una società democratica. Questo tipo di giudizio mira all’accertamento del principio di proporzionalità.</p>
<p>Seguendo questo schema, sussistendo l’ingerenza (per un eventuale pregiudizio in termini di perdita di prestigio con conseguente aumento dello stigma sociale avverso la massoneria e, in termini pratici, con l’eventuale perdita di membri), la Corte valuta se ricorrono nel caso di specie i motivi giustificatori: <strong>1) legalità; 2) fine legittimo; 3) necessità dell’intervento normativo in una società democratica</strong>.</p>
<p>Nei due casi sottoposto al vaglio della CEDU, la legalità è stata soddisfatta dalla natura di legge regionale; quanto al ricorrere di un fine legittimo, la Corte ha dato dignità all’interesse delle pubbliche autorità di «<em>rassicurare l’opinione pubblica in una fase in cui era forte la questione sul ruolo dei massoni nella vita del paese</em>», come ingerenza tendente alla protezione della sicurezza nazionale e della difesa dell’ordine pubblico.</p>
<p>Ma è il successivo vaglio &#8211; la necessità di tale ingerenza in una società democratica &#8211; che ha portato alla condanna dello stato italiano.</p>
<p>La Corte in quei due casi ha ritenuto che la libertà di associazione rivesta una tale importanza da non potere subire alcuna limitazione, sia pure per una persona candidata ad una carica pubblica, nella misura in cui l&#8217;interessato non commetta egli stesso, in ragione della sua appartenenza all&#8217;associazione, alcun atto irreprensibile. In conclusione, l&#8217;obbligo di dichiarare la propria appartenenza alla massoneria e soltanto alla massoneria, per la CEDU non appare &#8220;necessario in una società democratica&#8221; e risulta discriminatorio perché viola il principio di parità di trattamento tra le associazione massoniche e tutte le altre associazioni ammesse dall’Ordinamento, senza una ragionevole ed obiettiva giustificazione.</p>
<p>La Legge Regionale 18/2018, da un punto di vista tecnico è manchevole sotto molteplici aspetti. L’art. 1 che impone l’obbligo dichiarativo di appartenenza alla massoneria o ad associazioni similari <strong>contrasta con l’art.3 della Costituzione</strong> e costituisce una evidente discriminazione tra le associazioni massoniche e tutte le altre associazioni ammesse dall’Ordinamento, la partecipazione alle quali non dovrà essere dichiarata ai sensi di questa norma regionale.</p>
<p>Questa discriminazione, peraltro, era già stata evidenziata ai deputati dell’ARS, prima dell’approvazione della Legge, dal Servizio Studi dell’Ufficio per l&#8217;attività legislativa in materia istituzionale dell’Assemblea Regionale Siciliana, in un documento datato 3 ottobre 2018.</p>
<p>L’Art.2 della medesima Legge Regionale stabilisce che in caso di mancato deposito delle dichiarazioni di appartenenza alla massoneria, previste dall’art.1, il nominativo del soggetto che si è sottratto all’obbligo dichiarativo venga comunicato all’Assemblea Regionale ovvero al Consiglio comunale di appartenenza e che tali comunicazioni vengano pubblicate sul sito internet dell’ARS o del comune di riferimento.</p>
<p>A questo punto viene da chiedersi, se l’obiettivo della Legge Regionale 18/2018 dovesse essere quello di <strong>rendere trasparenti e conoscibili</strong> gli interessi anche culturali dei rappresentanti eletti del popolo, come mai la norma prevede solo la pubblicazione dei nominativi dei soggetti che si sono sottratti all’obbligo di dichiarare la propria appartenenza ovvero la non appartenenza alla massoneria? E non, piuttosto, la pubblicazione delle dichiarazioni positive di appartenenza rese dai deputati o consiglieri comunali eletti?</p>
<p>Le domande, invero legittime, non possono trovare risposta, giacché la <strong>Legge Regionale occulta la propria finalità</strong>, non vi è nessun articolo che specifica quale sia l’interesse pubblico superiore da tutelare, per giustificare un atto normativo tecnicamente discriminatorio.</p>
<p>Se decidessimo di vagliare la nostra legge regionale, alla luce dei criteri utilizzati dalla CEDU cioè 1) legalità; 2) fine legittimo; 3) necessità dell’intervento normativo in una società democratica, dovremmo tutti riconoscere che solo il primo vaglio sarebbe positivo, giacché lo strumento utilizzato è di rango legislativo ma il secondo criterio, quello del fine legittimo, non sarebbe valutabile, perché rimasto occulto nella lettera della Legge. È evidente, pertanto, che il giudizio finale comporterebbe una sicura censura della Legge, perché discrimina dei cittadini e non consente loro di esercitare il diritto di associarsi liberamente, senza nemmeno specificare qual è l’interesse che la legge mira a tutelare.</p>
<p>Consapevoli di tutto questo, gli <strong>On.li Antonio Catalfamo</strong> ed <strong>Eleonora Lo Curto</strong> si sono opposti strenuamente all’approvazione della Legge e hanno dichiarato che la impugneranno avanti al Tribunale competente, non appena sarà loro consentito, al fine di sollevare la questione di legittimità costituzionale.</p>
<p>Noi, dal canto nostro, possiamo dire che il più antico parlamento d’Europa ha dato pessima testimonianza di sé ma fin quando vi saranno donne e uomini liberi, nelle istituzioni e nella società, pronti a difendere i più alti principi della nostra Costituzione, la fiaccola della libertà splenderà sempre e la luce della speranza rimarrà accesa nella nostra coscienza.</p>
<p>La registrazione video dell&#8217;intervento:</p>
<p><div style="width: 360px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-205-2" width="360" height="640" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Convegno-palermo.mp4?_=2" /><a href="http://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Convegno-palermo.mp4">http://www.andreapruiti.eu/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Convegno-palermo.mp4</a></video></div></p>
<p>Video sul canale YouTube: <a href="https://youtu.be/1Xn7LiGisD4">https://youtu.be/1Xn7LiGisD4</a></p>
<p>Rassegna stampa dell&#8217;evento:</p>
<ol>
<li><a href="https://www.grandeoriente.it/palermo-il-grande-oriente-allars-per-difendere-la-liberta-di-associazione-il-presidente-miccichesiete-i-benvenuti-a-palazzo-dei-normanni/">https://www.grandeoriente.it/palermo-il-grande-oriente-allars-per-difendere-la-liberta-di-associazione-il-presidente-miccichesiete-i-benvenuti-a-palazzo-dei-normanni/</a></li>
<li><a href="https://www.siciliaogginotizie.it/2019/01/10/ieri-incontro-sulla-massoneria-e-la-liberta-di-associazione-allars-legge-fava-mostruosa-espressa-la-vicinanza-del-governo-regionale/">https://www.siciliaogginotizie.it/2019/01/10/ieri-incontro-sulla-massoneria-e-la-liberta-di-associazione-allars-legge-fava-mostruosa-espressa-la-vicinanza-del-governo-regionale/</a></li>
<li><a href="https://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-il-grande-oriente-si-riunisce-all-ars-dopo-la-legge-sulla-massoneria-norma-mostruosa/324130/324748">https://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-il-grande-oriente-si-riunisce-all-ars-dopo-la-legge-sulla-massoneria-norma-mostruosa/324130/324748</a></li>
<li><a href="https://varesepress.info/palermo-non-esiste-la-liberta-di-associarsi-alla-massoneria/">https://varesepress.info/palermo-non-esiste-la-liberta-di-associarsi-alla-massoneria/</a></li>
<li><a href="http://trinacrianews.eu/palermo-allars-convegno-art-18-liberi-associarsi-del-gran-maestro-grande-oriente-ditalia-bisi/">http://trinacrianews.eu/palermo-allars-convegno-art-18-liberi-associarsi-del-gran-maestro-grande-oriente-ditalia-bisi/</a></li>
<li><a href="https://vivicentro.it/nazionale-24h/spettacoli/eventi-e-convegni/palermo-convegno-liberi-di-associarsi-organizzato-dalla-massoneria-italiana/">https://vivicentro.it/nazionale-24h/spettacoli/eventi-e-convegni/palermo-convegno-liberi-di-associarsi-organizzato-dalla-massoneria-italiana/</a></li>
<li><a href="https://www.nuovosud.it/87628-politica-palermo/massoneria-allars-il-convegno-liberi-di-associarsi-duro-attacco-alla-legge">https://www.nuovosud.it/87628-politica-palermo/massoneria-allars-il-convegno-liberi-di-associarsi-duro-attacco-alla-legge</a></li>
<li><a href="https://livesicilia.it/2019/01/09/i-massoni-a-palazzo-dei-normanni-ora-basta-non-siamo-criminali_1025905/">https://livesicilia.it/2019/01/09/i-massoni-a-palazzo-dei-normanni-ora-basta-non-siamo-criminali_1025905/</a></li>
<li><a href="http://palermo.gds.it/2019/01/09/legge-sulla-massoneria-allars-bisi-mostruosa-viola-i-diritti-umani_981048/">http://palermo.gds.it/2019/01/09/legge-sulla-massoneria-allars-bisi-mostruosa-viola-i-diritti-umani_981048/</a></li>
<li><a href="https://www.ilsicilia.it/massoneria-convegno-con-il-gran-maestro-bisi-allars/">https://www.ilsicilia.it/massoneria-convegno-con-il-gran-maestro-bisi-allars/</a></li>
<li><a href="http://www.trmweb.it/news/la-massoneria-entra-allars-obbligo-di-dichiararsi-ritenuto-liberticida-tgmed-09-01-2019/">http://www.trmweb.it/news/la-massoneria-entra-allars-obbligo-di-dichiararsi-ritenuto-liberticida-tgmed-09-01-2019/</a></li>
<li><a href="http://www.strettoweb.com/2019/01/massoneria-sicilia-gran-maestro-bisi-legge/791907/">http://www.strettoweb.com/2019/01/massoneria-sicilia-gran-maestro-bisi-legge/791907/</a></li>
<li><a href="https://sicilia.opinione.it/convegno-della-massoneria-a-palazzo-dei-normanni-micciche-scelta-di-liberta/">https://sicilia.opinione.it/convegno-della-massoneria-a-palazzo-dei-normanni-micciche-scelta-di-liberta/</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=QsSQh39Vo-c">https://www.youtube.com/watch?v=QsSQh39Vo-c</a></li>
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